PRIMA E DOPO: Nicolas, un'attesa bellissima | Dolce Attesa
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PRIMA E DOPO: Nicolas, un’attesa bellissima

Incontriamo Jessica Patelli, 26 anni, di Fornovo San Giovanni (Bergamo), alla 36a settimana della sua prima gravidanza. L'attesa si avvicina al termine e Jessica si prepara ad abbracciare il suo bimbo che si chiamerà Nicolas

PRIMA E DOPO: Nicolas, un'attesa bellissima

PRIMA

Jessica quali sono state le tue emozioni quando hai scoperto di essere in attesa?

Sono stata molto contenta. E anche un po’ stupita. Io e Andrea ci siamo sposati in luglio e nel mese di settembre abbiamo deciso di cercare un bambino. In novembre il test era positivo… Non mi aspettavo che il nostro piccolo sarebbe arrivato così presto. È stata proprio una bella sorpresa.

Come hai vissuto le settimane dell’attesa?

Con grande serenità. Fisicamente sono stata molto bene, non ho avuto neppure le nausee che sono comuni nel primo trimestre. Non avendo problemi di salute sono riuscita a conciliare facilmente gravidanza e lavoro. Gestisco con la mia famiglia l’azienda agricola Cascina Aurelia, alleviamo capre e produciamo latte, formaggi, gelato. Nel mese di marzo sono nati i capretti: quaranta cuccioli di cui occuparsi sono stati un bell’impegno! Ora sto ancora lavorando, ma dato che il pancione è cresciuto e inizio a essere molto stanca, vado in azienda solo al mattino, al pomeriggio resto a casa e… dormo!

Sei riuscita a trovare il tempo per frequentare un corso di accompagnamento alla nascita?

Sì, grazie a mia sorella che mi ha sempre sostituito quando dovevo fare qualche visita o, appunto, in occasione degli incontri del corso preparto organizzato dall’azienda sanitaria locale. Ho trovato particolarmente utili le informazioni che ci sono state offerte a proposito del travaglio e del parto.

A proposito di travaglio… Come ti immagini il momento della nascita?

Per adesso sono abbastanza tranquilla, anche se un pochino di paura, per il dolore o per il timore che si possa verificare qualche complicazione, ogni tanto fa capolino. Andrea sarà al mio fianco, accoglieremo insieme il nostro piccino. La mia idea è di vivere un parto naturale, senza interventi medici non necessari, però ho fatto la visita con l’anestesista e preparato le carte necessarie per un’eventuale epidurale. In questo modo, se arrivato il momento non dovessi riuscire a sopportare le contrazioni o se il travaglio fosse particolarmente lungo, so che potrò chiedere la parto-analgesia. Vedremo. Deciderò al momento.

Tuo marito è stato un futuro papà partecipe in questi mesi?

Sì, davvero tanto. Ha chiesto permessi al lavoro per accompagnarmi alle visite e ai controlli ecografici. È sempre stato molto presente e si è già dimostrato un papà molto attento: quando è capitato che avesse qualche dubbio legato alla gravidanza, senza dirmi nulla per non preoccuparmi si è informato per trovare conferma che tutto fosse nella norma.

Quando sono stanca o non mi sento tanto in forma vuole che io riposi e si occupa lui della casa e della cena. È sempre pronto a prendersi cura di me.

E quando torna dal lavoro si dedica anche a Nicolas: posa la mano sul pancione per sentire i suoi movimenti, gli parla e gli fa ascoltare canzoni, dalle ninnananne all’inno della Juventus, con cui il piccolo si scatena!

In questi mesi abbiamo trascorso delle ore “in ascolto”, sentendo e guardando i suoi movimenti (quando Nicolas fa le capriole o tira calci si vede anche fuori!). Andrea ha partecipato anche ai preparativi pratici, montando i mobili della cameretta e il fasciatoio.

Se ho vissuto la mia gravidanza con serenità credo sia in gran parte merito suo, della sua presenza rassicurante, della sua capacità di esserci per me, per noi.

Hai già pensato all’allattamento? Desideri nutrire al seno il tuo bimbo?

Sì. Conosco i benefici e l’importanza del latte materno per la salute del bebè, ce ne hanno parlato anche al corso preparto, quindi se fisicamente riuscirò, allatterò volentieri. Perché dare latte in polvere se posso offrire il mio latte a Nicolas?

Come ti immagini i primi tempi con il tuo bambino? Che mamma sarai secondo te?

Forse sarò leggermente ansiosa. Per quanto riguarda la gestione pratica del bebè ho studiato per diventare puericultrice e per un periodo ho fatto tirocinio alla Clinica Mangiagalli, per cui so come si accudisce un bimbo piccino. Questo in teoria. Poi quando mi troverò a prendermi cura del mio bambino immagino sarà diverso…

Hai qualche dubbio/timore pensando al dopo?

Mi chiedo come farò a conciliare lavoro e maternità. Dato che l’attività è mia, non potrò restare lontana dall’azienda a lungo. Anzi, in settembre ci sarebbe già in programma una fiera cui dovrei partecipare… Inoltre si tratta di un lavoro che mi impegna praticamente sette giorni su sette, perché gli animali devono essere accuditi anche nel fine settimana. Fortunatamente posso contare sull’aiuto dei nonni: la casa dei miei genitori è proprio sopra l’azienda agricola e anche la mamma di Andrea abita vicino, quindi so che mi daranno una mano.

Giorgia Cozza

Com’è andato il  parto di Jessica?  E come sono andati i primi tempi con Nicolas? Il racconto continua…

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