Terzo trimestre di gravidanza, meglio dormire su un fianco | Dolce Attesa
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Terzo trimestre di gravidanza, meglio dormire su un fianco

Quando la futura mamma è in posizione supina, l'attività e la variabilità del battito cardiaco del nascituro sono drasticamente ridotte a causa del diminuito apporto di ossigeno alla placenta

Terzo trimestre di gravidanza, meglio dormire su un fianco

Quando la pancia cresce, viene spontaneo alla futura mamma prendere sonno voltata su un fianco, magari con l’aiuto di un cuscino o di qualche asciugamano piegato per sostenere il peso del piccolo. “Dormire a pancia in su è fastidioso perché il peso dell’utero schiaccia l’aorta addominale, che corre anteriormente alla colonna vertebrale, riducendo l’afflusso di sangue nella metà inferiore del corpo. La sensazione di ‘fame d’aria’ è pressoché immediata e la donna si sveglia, oppure si volta nel sonno”, dice il ginecologo Domenico Arduini, che presiede il comitato scientifico dell’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. “È un bene per il nascituro che, se la permanenza in posizione supina si prolungasse, potrebbe risentire della carenza di ossigeno”.

In Australia, una ricerca sulla posizione del sonno

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Auckland, in Australia, ha indagato su quel che succede al feto quando la madre rimane per qualche minuto in posizione supina. Gli autori dello studio, pubblicato sul The Journal of Physiology, hanno osservato 30 donne, tra la 34a e la 38a settimana di attesa, rilevando i loro spostamenti durante il sonno con strumenti sensibili agli infrarossi e registrando il battito cardiaco materno e fetale.

È risultato che il piccolo si muove e la sua frequenza cardiaca è variabile, come è bene che sia, solo quando la mamma è voltata su un fianco, non importa se destro o sinistro. Quando la donna si volta a pancia in su, immediatamente il feto cessa ogni attività e la variabilità del suo battito si riduce, per poi tornare nella norma quando la futura mamma si gira nuovamente.
“La variabilità del battito cardiaco è un importante parametro per valutare il benessere fetale”, spiega Arduini. “La sua riduzione è un campanello d’allarme”.

Monitoraggio del bebèLeggi

Le volontarie coinvolte nella ricerca erano donne sane, con gravidanze fisiologiche e i bimbi sono nati a termine e in salute. I pochi minuti di sonno in posizione supina delle loro mamme non hanno avuto alcun effetto negativo su di loro. Gli autori, però, ipotizzano che una permanenza più prolungata a pancia in su, magari in una situazione di crescita fetale già problematica, potrebbe avere un impatto negativo e dunque consigliano alle donne in attesa nel terzo trimestre di sdraiarsi su un fianco al momento di andare a letto.

Prudenza, ma senza allarmismi

“La compressione dell’aorta addominale, quando la futura mamma è supina e l’utero grava sulla colonna vertebrale, riduce l’afflusso di ossigeno alla placenta e quindi al cervello del nascituro”, spiega Domenico Arduini. “È un meccanismo che già conoscevamo. Lo studio australiano lo conferma e descrive quel che accade in tempo reale al feto. È importante evidenziare che, nei casi osservati dai ricercatori, pochi minuti a pancia in su non hanno provocato danni. In condizioni normali non c’è alcun rischio e nel corso degli spostamenti notturni la donna tende spontaneamente a evitare la posizione supina. Non c’è dunque ragione di preoccuparsi”.

Dormire bene in gravidanzaleggi

Tuttavia, è giusto spiegare la questione senza allarmismi e suggerire prudenza alle mamme in attesa. “Teoricamente, se la futura mamma ha il sonno molto pesante e la conformazione del letto è tale da renderle difficile girarsi spontaneamente mentre dorme, la permanenza prolungata a pancia in su potrebbe nuocere al nascituro”, dice. “Meglio quindi premunirsi, attrezzandosi con un cuscino da appoggiare dietro la schiena in modo tale che la donna nel sonno tenda a rimanere voltata sul fianco. Parliamo, ovviamente, solo dell’ultimo trimestre di attesa, quando il peso dell’utero è tale da comprimere il vaso sanguigno. Nei mesi precedenti qualunque posizione confortevole è ammessa”.

 

Maria Cristina Valsecchi

Commenti