Ti è venuta la micosi in gravidanza? Ecco come curarla
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Micosi in gravidanza, previenile così

La dolce attesa è un fattore predisponente alle infezioni da funghi. Ecco come riconoscerle e curarle

Micosi in gravidanza, previenile così

A volte si presentano con macchioline rossastre, marroncine o chiare; a volte provocano prurito; a volte, quasi, non ci accorgiamo di loro: sono le infezioni micotiche, che nel periodo della gravidanza possono verificarsi con maggiore facilità grazie ad alcune condizioni favorevoli alla loro proliferazione. Vediamo come riconoscerle e come curarle.

Frequenti nella bella stagione

Il caldo provoca una maggiore sudorazione e l’umidità che si crea sulla pelle determina il terreno fertile per l’attecchimento e la proliferazione delle infezioni da funghi. Oltre a questo, bisogna considerare  le caratteristiche specifiche di ognuno, prima fra tutte la componente immunitaria. Non per niente sono maggiormente predisposti i bambini già soggetti a dermatite atopica, che presentano una risposta immunitaria deficitaria oppure le persone in terapia con farmaci immuno-soppressivi (cortisone e farmaci antitumorali). Anche la gravidanza costituisce un fattore predisponente, poiché i cambiamenti ormonali dei nove mesi alterano il pH della pelle rendendo la cute più ricettiva nei confronti delle infezioni micotiche.

Come riconoscerle

I sintomi dell’infezione variano in base al tipo di fungo da cui si è colpiti.

  • La malassizia, ad esempio, provoca la comparsa di piccole macchie marroncine su collo, dorso, spalle e torace, che dopo alcuni giorni regrediscono diventando sempre più chiare: proprio per questo si rendono più evidenti sulla pelle abbronzata.
  • La candida, se colpisce la mucosa della bocca, dà origine al cosiddetto mughetto. Si presenta con macchioline biancastre all’interno della bocca e sulla lingua. A essere interessati da questa infezione sono prevalentemente i bambini, ma gli adulti non ne sono completamente esenti. Altra zona tipicamente colpita dalla candida sono i genitali e in tal caso l’infezione  si manifesta con arrossamento, prurito, bruciore, secrezioni vaginali lattescenti.
  • Le dermatofiti o tigne, provocano la comparsa di chiazze rosse desquamanti, con un bordo più rilevato e infiammato, dove si formano piccole vescicole, che possono causare prurito più o meno intenso. Possono interessare tutto il corpo o solo il piede. Quando invece la tigna colpisce il cuoio capelluto provoca un’alopecia (cioè una caduta di capelli) a chiazze, mentre la cute appare infiammata e si desquama.
  • Le muffe, di per sé, non provocano manifestazioni particolari, dal momento che si associano ad altre forme di micosi.
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Evitarle si può

Le micosi si contraggono per contatto diretto: a seconda del tipo, le fonti di infezione possono essere altre persone (si parla allora di funghi antropofili), animali infetti, soprattutto cani, gatti o criceti (funghi zoofili) o microrganismi che si sviluppano nella terra (funghi geofili).

Come prevenirle? Eliminando le condizioni che favoriscono la formazione dei miceti.

  • Innanzitutto, è bene mantenere il pH della pelle acido al fine di ostacolare lo sviluppo dei funghi, che proliferano  in ambiente alcalino. A questo scopo, è indispensabile evitare saponi o bagnoschiuma troppo aggressivi, che privano la cute delle sue difese naturali e alterano il fattore di acidità.
  • Se si è predisposte al disturbo, ad esempio perché si ha la tendenza a sudare molto o si frequentano ambienti considerati “a rischio” come piscine o palestre, per la pulizia di corpo e capelli si potrebbero adoperare detergenti a base di sostanze antimicotiche, ad esempio chetoconazolo, climbazolo o piroctone olamina, oppure detergenti antisettici a base di clorexidina. Si vendono in farmacia e si possono usare tranquillamente anche quando si va al mare e durante la gravidanza.
  • Asciugarsi bene dopo il bagno o la doccia, specie tra le dita dei piedi e nelle pieghe cutanee.
  • Non sedersi sui bordi delle piscine.
  • Non adoperare gli asciugamani di altre persone.
  • È buona abitudine non camminare a piedi nudi in tutti gli ambienti umidi, come ad esempio le docce o gli spogliatoi delle spiagge e delle palestre, nelle saune o nelle piscine.
  • È sempre consigliabile indossare indumenti in fibre naturali, che facilitano la traspirazione della cute, soprattutto quando si tratta di biancheria intima.
  • Se bisogna usare le calze, meglio dare la preferenza a quelle in cotone. È opportuno, poi, cercare di cambiare spesso calze e scarpe, specie se il piede tende a sudare molto.
  • Va evitato infine il contatto diretto con animali di cui non si conosce la provenienza, poiché sono soprattutto i randagi a trasmettere le infezioni.
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Micosi in gravidanza: come si curano

Come comportarsi se si contrae un’infezione micotica? Alcune forme, come ad esempio la malassizia, non sono contagiose e quindi non richiedono precauzioni particolari. Molto contagiosa è invece la tigna, per cui bisogna stare attenti a evitare il contatto diretto con altre persone e a non scambiarsi asciugamani o indumenti. Vestiti e biancheria vanno lavati in lavatrice o a mano con i normali detersivi: non occorrono disinfettanti particolari o temperature altissime, basta il normale lavaggio.

Riguardo la terapia, esistono farmaci antimicotici per uso orale o topico. In  gravidanza, però, si possono fare solo cure locali, ad esempio con pomate a base di iconazolo, bifonazolo e imidazolici. Se l’infezione colpisce il cuoio capelluto, ci si avvale di lozioni o tinture a base degli stessi componenti delle pomate, ma più facili da applicare. La cura deve essere protratta fino a quando le manifestazioni cutanee scompaiono completamente: in genere, occorre circa un mese. Dopo una settimana dall’inizio del trattamento, però, non si è più contagiosi.

Attenzione alla candida

Secondo le statistiche il 10 per cento delle donne in attesa si trova alle prese con l’infezione da candida, un microscopico fungo che diventa aggressivo per la mucosa vaginale quando si verifica uno squilibrio nella flora batterica locale o quando le difese immunitarie si abbassano per qualunque ragione.

Da un recente studio danese è emerso che per le donne colpite da candida durante la gravidanza la cura di prima scelta è rappresentata proprio dagli antimicotici per uso locale (ovuli o creme), mentre sono da evitare i preparati da assumere per bocca. Dalla ricerca è infatti emerso che questi ultimi, a differenza dei primi, aumentano in modo significativo il rischio di aborto spontaneo. Sarebbe comunque più pericoloso per il buon andamento della gravidanza non seguire alcuna terapia. In questa eventualità, l’infezione, sia pure raramente, potrebbe infatti estendersi al liquido amniotico provocando l’interruzione della gravidanza, oppure contagiare il bambino al momento del parto. I lavaggi a base di infusi di calendula, pur non essendo curativi, possono alleviare i sintomi e non hanno controindicazioni nei nove mesi.

C.P.

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