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25 settembre 2018

Sono incinta… e sto allattando

Stai nutrendo al seno il tuo bebè ed ecco che si annuncia una nuova gravidanza, cogliendoti di sorpresa. E ora?

Sono incinta... e sto allattando

Come conciliare poppate e attesa di un nuovo bebè? Sono tante le domande che si affollano nella mente della mamma. Ecco le risposte dell’esperta per gestire la situazione con serenità.

Sospendere o continuare? C’è tempo per decidere

In genere, se si allatta in modo esclusivo e a richiesta il capoparto si presenta più tardi (anche di diversi mesi) rispetto a quanto accade se non si nutre al seno. La prima ovulazione, però, si verifica prima della ricomparsa del ciclo: se la coppia non usa un metodo contraccettivo, può capitare che la cicogna torni a farle visita prima del previsto. “Quando una mamma si accorge di essere in attesa di un altro bimbo, spesso le viene consigliato di sospendere l’allattamento: questo suggerimento, però, non risulta supportato da evidenze scientifiche”, considera Mariangela Porta, ginecologa a Torino. “In realtà non è necessario procedere a uno svezzamento rapido e potenzialmente traumatico perché non vi è alcun rischio né per il piccolino che cresce nel pancione, né per la madre. Una dieta sana ed equilibrata garantirà a entrambi i nutrienti necessari”. Quindi il suggerimento è quello di… mantenere la serenità! Non c’è alcuna fretta e si può valutare con calma se si desidera continuare ad allattare o se si preferisce sospendere gradualmente le poppate.

SvezzamentoNo alla fretta!

Allattare in gravidanza: si stimolano le contrazioni?

Un dubbio frequente è però quello che le poppate possano provocare delle contrazioni, rischiando così di causare un aborto o un parto pretermine. “La suzione innesca effettivamente un riflesso che parte dalla mammella e raggiunge l’ipofisi provocando il rilascio di ossitocina, sostanza chiave nel meccanismo del travaglio”, considera la ginecologa. “Ma la quantità di ormone prodotta durante una poppata non è dissimile da quella presente durante un rapporto sessuale, e l’attività sessuale non viene normalmente vietata nei nove mesi”. Se la gravidanza è fisiologica non ci sono controindicazioni “mediche” al proseguimento delle poppate.

Il latte è “buono” per il primogenito?

Se la mamma non desidera interrompere le poppate, il suo latte continuerà a essere adatto alle esigenze del primogenito? “Con la gravidanza le caratteristiche del latte si modificano, ma l’alimento materno mantiene le sue proprietà nutrizionali”, spiega Mariangela Porta. “Infatti cambia sapore, diventando un po’ più salato per l’aumento del contenuto in proteine e sodio e per la diminuzione di glucosio, lattosio e potassio. Inoltre, generalmente intorno al quarto mese, si riduce in quantità e verso il termine si trasforma nel colostro che sarà il cibo del nuovo bebè nei suoi primi giorni di vita”.

Latte di mammaEcco perché è un elisir di salute

Via libera se alla mamma fa piacere

Una volta chiarito che non ci sono controindicazioni fisiche per proseguire le poppate, la mamma deciderà come procedere valutando la sua situazione (il bimbo ha meno di un anno per cui il latte materno è l’alimento principale della sua dieta? Il suo bisogno di poppare è ancora molto intenso? Oppure è più grandicello e potrebbe essere il momento giusto per concludere questa esperienza?), e mettendosi in ascolto delle proprie sensazioni fisiche ed emotive. Ci sono mamme per cui le poppate sono valide alleate: al seno il bimbo si rilassa, spesso si addormenta e loro stesse possono riposare un po’. Altre mamme invece provano fastidio ai capezzoli e non si sentono più a loro agio. In questo caso è opportuno accompagnare pian piano il piccolo verso nuove esperienze alimentari, con un bel surplus di coccole e rassicurazione.

Quando il bimbo dice basta

A volte, infine, a decidere è… il bambino! “In seguito alle variazioni a cui il latte materno va incontro durante la gravidanza, alcuni bambini tendono a staccarsi spontaneamente dal seno prima dell’arrivo del fratellino, soprattutto se hanno superato il primo anno di età”, considera la ginecologa. “Nei casi in cui ciò non avviene l’allattamento potrà proseguire anche dopo la nuova nascita, in ‘tandem’”. Per continuare finché a mamma e bambino – che sono i protagonisti di questa relazione – fa piacere.

Giorgia Cozza

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