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02 luglio 2018

In attesa, i 5 comportamenti da “dimenticare”

In attesa, i 5 comportamenti da

Aspettare un bambino non significa certo mettersi sotto una campana di vetro. La gravidanza, tuttavia, può essere l’occasione per riflettere sul proprio stile di vita ed eventualmente correggere qualche comportamento. Ecco le 5 abitudini cui conviene ripensare, adeguandole alla nuova condizione.

1. L’happy hour?

Può attendere. Numerosi studi dimostrano come assumere alcol durante l’attesa possa determinare l’insorgenza, nel neonato, di varie patologie, diverse secondo l’epoca di gestazione: nei primi tre mesi il rischio è quello di malformazioni fisiche, nel secondo e nel terzo trimestre di alterazioni nello sviluppo neurologico. Sembra non ci sia una “dose minima”, quindi è meglio non rischiare. Sostituendo l’aperitivo con bevande più salutari, come una bella spremuta.

2. Tirare le “ore piccole” con gli amici?

Meglio di no. Fin dal primo trimestre di gravidanza, infatti, il corpo reclama un bisogno di dormire maggiore (anche se la pancia non è ancora visibile): sta già spendendo tante energie – cuore, polmoni, reni hanno un incremento notevole della loro attività – che devono essere recuperate con un riposo adeguato. Continuare a mantenere un ritmo giornaliero in cui si va a letto tardi e magari ci si alza presto al mattino per andare a lavorare può diventare molto faticoso. L’ideale, anzi, sarebbe riuscire a concedersi un po’ di riposo anche nel corso della giornata, sdraiandosi e sollevando le gambe.

3. Indossare scarpe col tacco?

Con moderazione. In gravidanza il corpo cambia la sua postura: il baricentro viene a trovarsi spostato in avanti, il che comporta un grosso lavoro di adattamento, a carico soprattutto della colonna vertebrale. In una situazione del genere, i tacchi alti diventano una fatica in più. Non si tratta di un divieto assoluto: per un’occasione importante, come un matrimonio o un battesimo, si può anche fare. Ma, specialmente andando avanti nell’attesa, conviene prediligere calzature con tacco modesto (3-5 cm) e una punta non troppo stretta, per non ostacolare la circolazione degli arti inferiori.

4. Fast food e ristoranti cinesi?

Ma perché rischiare? L’attenzione alla qualità del cibo e al modo in cui viene preparato deve essere ancora più accurata del solito. Il pericolo principale, per le donne che non hanno mai avuto la toxoplasmosi, è contrarre questa infezione, che si trasmette comunemente con il cibo. La raccomandazione è astenersi dal mangiare qualsiasi tipo di “crudità”, comprese frutta e verdura, che potrebbero essere state contaminate da animali infetti. Ma anche chi è già immune deve essere prudente: l’alimento crudo, infatti, può essere più facilmente portatore di infezioni intestinali rispetto al cotto, mentre certi piatti molto elaborati o fritti potrebbero dare problemi digestivi. In ogni caso, meglio frequentare solo locali di fiducia, scrupolosi nell’applicazione delle norme igieniche.

5. Sigarette?

Assolutamente no. I loro effetti nocivi sulla salute sono risaputi, così come le conseguenze che il fumo può avere sul feto: aumenta il rischio di un’interruzione precoce di gravidanza, il bambino nasce più facilmente prematuro e/o sottopeso, cresce il rischio di Sids o morte in culla. L’ideale sarebbe riuscire a smettere di fumare qualche mese prima del concepimento: in questo modo si riducono gli effetti nocivi sul bambino. Ma anche a gravidanza iniziata si può fare, magari diminuendo gradualmente le sigarette. Occhio al fumo passivo, poi, che può passare al feto, anche se in misura minore rispetto a quello attivo. Se ad avere il vizio delle sigarette è il futuro papà, quindi, abbia l’accortezza di fumare fuori di casa.

F.M.

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