Happy hour? Sì ma analcolico | Dolce Attesa
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Happy hour? Sì ma analcolico

Happy hour? Sì ma analcolico

Voglia di uscire, di trascorrere la serata all’aperto in compagnia di amici, magari gustando insieme un happy hour, come si faceva prima di iniziare la gravidanza. Già, ma come bisogna comportarsi ora che c’è un bebè in arrivo? È possibile bere un bicchierino o bisogna ripiegare su un altro tipo di aperitivo analcolico?

Alcol, non esiste la modica quantità

“Nei nove mesi l’alcol va eliminato del tutto”, afferma con sicurezza Giorgio Vittori, primario di ginecologia all’Ospedale San Carlo di Roma e past president della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo).

“Questa sostanza può essere paragonata a un vero e proprio farmaco poiché in qualunque persona, non solo nella donna incinta, innesca una serie di meccanismi che modificano il corretto funzionamento dell’organismo: altera la pressione sanguigna, interagisce con il sistema renale, incide sul tono dell’umore”, continua Giorgio Vittori. “Le varie reazioni possono manifestarsi in diverso grado, anche in base ad altri fattori: a seconda del proprio tipo di metabolismo, ci sono persone che riescono ad assumere alcol senza manifestare problemi evidenti; altre, invece, mostrano disturbi anche dopo l’assunzione di una piccola quantità”.

Anche lo stato di alimentazione e il peso corporeo hanno la loro importanza: chi ha una nutrizione insufficiente o un basso peso mostra, in genere, una minore tollerabilità all’alcol.

FAS, che cosa sono?

Ma il vero pericolo è dato dal fatto che, ogni volta che la mamma beve, lo fa anche il bambino. “L’alcol attraversa facilmente la placenta e di conseguenza arriva direttamente al feto”, conferma Domenico Arduini, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università di Roma Tor Vergata e Presidente del Comitato Scientifico di ASM (Associazione per lo Studio delle Malformazioni). “Il problema è che, al contrario di un adulto, il piccolo non possiede gli enzimi che gli consentono di metabolizzare questa sostanza e di ridurre, quindi, la sua capacità tossica”.

Esistono ormai molti studi che dimostrano come l’assunzione di alcol in gravidanza possa provocare l’insorgenza di varie patologie neonatali.

Ma quali sono e come cambia il rischio nei vari trimestri di gestazione? Si tratta di disturbi di diversa natura, che vengono riuniti con il termine FAS o sindrome feto-alcolica, Fetal Alcohol Sindrome. In linea generale, un bambino esposto all’alcol durante la vita prenatale ha un maggior rischio di nascere sottopeso. L’assunzione di bevande alcoliche nel primo trimestre può provocare una serie di malformazioni fisiche, specie a livello del cranio (testa piccola, occhi piccoli e distanti tra loro, naso schiacciato). Nei trimestri successivi, invece, aumenta il rischio di alterazioni dello sviluppo neurologico (più o meno grave ritardo mentale).

Meno frequentemente – specie nel primo trimestre, ma anche nel secondo e nel terzo – possono verificarsi lesioni a carico di organi interni, soprattutto di fegato e reni.

“È convinzione comune che gli effetti dannosi dell’alcol dipendano soltanto dall’abuso di questa sostanza oppure dal consumo di superalcolici”, commenta Vittori. “In realtà, anche bevande come il vino o la birra possono comportare rischi”.

Se si vuole stare veramente tranquille, dunque, la cosa migliore sarebbe astenersi da qualsiasi bevanda alcolica per tutto il periodo della gravidanza: un piccolo sacrificio per la salute del proprio bambino che vale la pena di fare.

Alcol in gravidanzaIl prontuario per non rischiare

Quali alternative?

Coraggio, però: per godersi un happy hour con gli amici non c’è bisogno di vino, birra e spritz! Si possono bere aperitivi analcolici, dissetandosi e soddisfacendo anche il gusto personale. “Sono molte le bevande di questo tipo, già imbottigliate e quindi rigorosamente controllate da un punto di vista sanitario”, tranquillizza Vittori. “In gravidanza, però, è bene prestare un po’ più di attenzione ad alcuni ingredienti. Bisogna scegliere le bevande che non contengano additivi come coloranti, conservanti, edulcoranti o saccarina, tutte sostanze da evitare durante i nove mesi”.

Ci sono poi gli aperitivi a base di frutta, preparati estemporaneamente: la base sono succhi di arancia, pompelmo, fragola, eccetera. Secondo Vittori, “in questo caso basta accertarsi che siano state rispettate le norme igieniche e sanitarie, come l’uso di frutta fresca e non scongelata, né riciclata da avanzi”. Se però ci dovessero essere dei dubbi sulle modalità di preparazione, meglio evitare: è quello che Vittori consiglia soprattutto a chi viaggia in qualche Paese esotico, magari affascinante ma nel quale non si ha la certezza della massima igiene.

Le bevande zuccherate invece non rappresentano di per sé un pericolo: il problema in questo caso è semmai la quantità di calorie in esse contenute. contengono. Via libera dunque, purché il consumo sia moderato”.

 

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