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Gengive sane in gravidanza

Gengive sane in gravidanza

Gengive in gravidanza infiammate, gonfie o che sanguinano? Durante i nove mesi è un fenomeno che può presentarsi con maggiore facilità. Responsabili di questo disturbo sono le modificazioni ormonali all’interno dell’organismo, in particolare l’aumento del progesterone, che rendono tutte le mucose, e quindi anche le gengive, più irrorate di sangue e maggiormente esposte al rischio di infezioni. Questo non significa, però, che la futura mamma debba rassegnarsi, anzi. I nove mesi possono diventare l’occasione per correggere eventuali cattive abitudini legate all’igiene orale e per impostare regole corrette, da mantenere poi per sempre.

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Prevenire e non rimandare

La cosa migliore sarebbe sottoporsi a una visita di controllo ancora prima di iniziare la gravidanza. Lo specialista provvederà alla rimozione del tartaro, cioè il deposito di placca batterica calcificata dai sali minerali presenti nella saliva, valuterà la con- dizione di denti e gengive sanando situazioni che lo richiedono e darà in- formazioni utili per la salute del cavo orale.

Se non lo si è fatto in precedenza, è comunque possibile sottoporsi a una visita anche a gravidanza iniziata. Sono due, infatti, i punti da tenere ben presenti.

  • Meglio prevenire che curare: una visita dallo specialista quando ancora non ci sono problemi eviterà che ne insorgano nei mesi a venire.
  • Non rimandare: di fronte a un qualsiasi disturbo, sarebbe un errore pensare ‘lo risolverò quando il bambino sarà nato’. Il rischio, infatti, è che la situazione peggiori, sfociando in danni ancora più seri e più costosi!

Cure possibili anche nei 9 mesi

A quali interventi odontoiatrici ci si può sottoporre? Che cosa farà, per esempio, lo specialista, di fronte a una gengivite? In genere, per riportare la situazione sotto controllo è sufficiente effettuare una pulizia dei denti professionale, da fare, eventualmente in due o tre sedute secondo la necessità. Naturalmente, la donna dovrà collaborare con una scrupolosa igiene quotidiana: spesso, infatti, viene erroneamente spontaneo evitare di spazzolare la parte dolente della gengiva.

Oggi, del resto, nessuna pratica odontoiatrica è assolutamente preclusa in gravidanza. Le anestesie sono talmente leggere che non interferiscono in alcun modo con la gestazione e la quantità di raggi X utilizzati per le radiografie ai denti ha un dosaggio così basso da non risultare assolutamente dannosa per il feto. Che, tra l’altro, durante la radiografia viene protetto grazie ad apposite coperture schermanti. È chiaro che un minimo di prudenza va adottata, soprattutto nei primi tre mesi, così come è meglio rimandare determinati interventi chirurgici a dopo il parto. Ma si tratta più di una misura precauzionale che non di una reale necessità.

Per una perfetta igiene orale

Veniamo a ciò che la mamma può fare da sola, a casa, per mantenere il benessere e la salute del cavo orale. La prima regola per una corretta igiene personale è lavarsi i denti almeno due volte al giorno, il mattino e la sera. I denti vanno spazzolati almeno per un paio di minuti, sia nella parte esterna sia in quella interna. Si può usare, a scelta, uno spazzolino manuale o uno elettrico: se ben utilizzati, i risultati sono gli stessi.

Può essere utile completare la pulizia con un collutorio? Quelli efficaci contro i batteri che causano placca e infezioni sono a base di clorexidina, ma è opportuno che sia lo specialista a prescriverli, altrimenti si rischia di sensibilizzare eccessivamente le gengive e di macchiare, anche se non in modo indelebile, lo smalto dei denti.

Profilassi al fluoro: si o no?

Anche assumere fluoro è utile. È vero che i dati scientifici sugli effetti positivi sul bambino sono deboli, ma una piccola integrazione di questa sostanza è consigliabile e sicuramente utile per rinforzare la struttura ossea della mamma. La dose raccomandata è di 1 mg al giorno, dal sesto mese di gravidanza e per tutto il periodo dell’allattamento.

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