Gemelli identici, peso differente: perché? | Dolce Attesa
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Gemelli identici, peso differente: perché?

Due gemelli identici possono svilupparsi a velocità diverse in gravidanza e alla nascita uno può pesare più dell'altro. Un gruppo di ricercatori di Boston ha studiato il fenomeno. In quali circostanze bisogna tenere  la situazione sotto controllo?  

Gemelli identici, peso differente: perché?

Che cosa determina il peso alla nascita di un bambino? Sicuramente il suo DNA, sicuramente l’andamento della gravidanza e le condizioni di salute della futura mamma, ma non solo. Un gruppo di ricercatori del Boston Children’s Hospital ha studiato coppie di gemelli identici, dotati dunque dello stesso DNA, che hanno condiviso la stessa placenta, ma alla nascita presentavano peso diverso. I risultati della ricerca sono apparsi sulla rivista Scientific Reports.

I medici di Boston hanno messo a punto una nuova applicazione della risonanza magnetica che permette di esaminare la capacità di aree diverse della stessa placenta di veicolare ossigeno dal sangue materno a quello fetale. Hanno dimostrato così che nelle gravidanze gemellari alcune aree della placenta possono risultare meno efficienti di altre, determinando un rallentamento dello sviluppo di uno dei due nascituri.

Ma entro quali limiti una differenza di peso alla nascita tra due gemelli può essere considerata fisiologica e quali esami sono previsti nelle gravidanze gemellari per verificare che entrambi i piccoli seguano uno sviluppo adeguato?

Gravidanza gemellareQuanto ne sai?

Omozigoti o eterozigoti?

Parlando di gemelli, bisogna innanzitutto distinguere gli omozigoti dagli eterozigoti. I primi sono il frutto della fecondazione di un singolo ovocita da parte di un singolo spermatozoo e dello sdoppiamento del prodotto del concepimento nelle prime fasi del suo sviluppo. I gemelli omozigoti sono identici: dal punto di vista genetico sono due copie dello stesso individuo.

I gemelli eterozigoti sono invece il frutto della fecondazione di due differenti ovociti da parte di due differenti spermatozoi. Sono fratelli, ciascuno dei due eredita il 50% del patrimonio genetico materno e il 50% di quello paterno, ma tra loro non sono identici. Condividono il grembo materno e quindi le condizioni ambientali della gravidanza, ma ciascuno dei due possiede le proprie caratteristiche fisiche e alla nascita, spesso, il loro peso è diverso.

“I gemelli omozigoti, quelli identici, possono condividere la stessa placenta oppure possedere ognuno la propria placenta distinta”, spiega Antonio Lanzone, direttore dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica del Policlinico Gemelli di Roma. “Nel primo caso si parla di gravidanza monocoriale, nel secondo di bicoriale. Quando la gravidanza è bicoriale, è piuttosto frequente che i due gemelli, benché geneticamente identici, differiscano per il peso alla nascita. È fisiologica una differenza che arriva fino al 20-30% del peso di ciascun neonato”.

PlacentaUn compito prezioso

Due bimbi, una placenta: controlli frequenti

Se la gravidanza è gemellare monocoriale e nel corso degli esami ecografici di controllo si rileva uno sviluppo asimmetrico tra i due feti, c’è il rischio che sia in atto una trasfusione feto-fetale. “È un fenomeno che si verifica in presenza di una anomalia dei vasi sanguigni della placenta”, spiega il ginecologo. “Accade che, di fatto, uno dei due gemelli diventi un ‘parassita’ dell’altro e riceva anche parte del sangue destinato all’altro. Le conseguenze possono essere letali per entrambi, perché il feto più irrorato cresce in modo anomalo e può subire uno scompenso cardiovascolare, mentre quello che riceve meno sangue può subire un ritardo dello sviluppo”.

Di norma, l’anomalia emerge tra la 22a e la 24a settimana di attesa. “Oggi in questi casi è possibile intervenire con un intervento chirurgico endoscopico e correggere l’anomalia dei vasi sanguigni della placenta, ristabilendo il flusso ematico corretto”, spiega Lanzone. “L’importante è diagnosticare il problema tempestivamente. Per questa ragione, le gravidanze gemellari monocoriali devono essere tenute sotto assiduo controllo, con un esame ecografico ogni due settimane. Per le gemellari bicoriali è sufficiente un esame ecografico ogni 3-4 settimane. Talvolta è opportuno far ricorso alla risonanza magnetica per determinare se la placenta è unica, come appare all’ecografia, oppure si tratta di due placente distinte e indipendenti, benché fuse insieme”.

Lo studio di Boston

Le sette coppie di gemelli esaminati nel corso dello studio al Boston Children’s Hospital erano tutte monocoriali, ma nessuna di loro era affetta da trasfusione feto-fetale. Il loro peso alla nascita era solo leggermente differente. Esaminando a 29 e a 34 settimane di gravidanza la capacità della placenta di trasferire ossigeno ai feti, gli autori della ricerca hanno evidenziato che quanto più l’organo era disomogeneo, con aree più efficienti di altre, tanto più marcata era la differenza di peso tra i gemelli alla nascita e la differenza di volume tra i loro cervelli.

Scopo dello studio era verificare l’utilità della nuova tecnica di risonanza magnetica, chiamata BOLD MRI, nel valutare il corretto funzionamento della placenta e comprendere sempre meglio i meccanismi che in alcuni casi possono rallentare lo sviluppo del nascituro, ostacolando la piena espressione del potenziale di crescita codificato nei suoi geni.

 

Maria Cristina Valsecchi

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