Erbe in gravidanza, via libera a patto che... | Dolce Attesa
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Erbe in gravidanza, via libera a patto che…

I rimedi naturali sono preferibili ai farmaci di sintesi per il trattamento dei piccoli disturbi in gravidanza? Dipende dal disturbo e dal prodotto.  Il 15 dicembre 2016 l'Ospedale Careggi di Firenze ospiterà un seminario pubblico per fare chiarezza sull'argomento  

Erbe in gravidanza, via libera a patto che...

Le donne in attesa assumono farmaci solo in caso di necessità e con estrema prudenza. Si accostano invece con maggiore fiducia a integratori e rimedi naturali, soprattutto per il trattamento di piccoli disturbi: nausea, gonfiore intestinale, insonnia, raffreddore. “Perché il termine ‘naturale’ suggerisce l’idea che si tratti di sostanze innocue, che non comportano rischi di effetti indesiderati per il nascituro”, osserva Fabio Firenzuoli, direttore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. “In alcuni casi è vero, ma non sempre. Anche i principi attivi contenuti nelle erbe possono attraversare la placenta e arrecare danni al feto, interferire con l’attecchimento dell’embrione o provocare contrazioni uterine e determinare aborti o parti pretermine. Per distinguere i rimedi naturali sicuri e utili da quelli dannosi e controindicati, bisogna rivolgersi al ginecologo o all’ostetrica ed evitare il fai da te, anche se si tratta di prodotti venduti liberamente in erboristeria o in farmacia, senza obbligo di ricetta”.

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E poiché spesso anche i medici e le ostetriche sono poco informati o non aggiornati sulla fitoterapia in gravidanza, l’Università di Firenze ha organizzato un seminario rivolto ai professionisti sanitari, ma aperto anche al pubblico, con ingresso libero, che si terrà il 15 dicembre prossimo, dalle ore 14, nell’aula conferenze del Padiglione 9 del Centro Nascita Margherita dell’Ospedale Careggi.

 

Fitoterapia: quanto piace alle future mamme?

Gioacchino Calapai, farmacologo e tossicologo dell’Università di Messina, presenterà al seminario i risultati di un’indagine che ha condotto su oltre 5.000 donne in gravidanza in Sicilia, Emilia Romagna e Toscana, per valutare il consumo di farmaci e di integratori e rimedi fitoterapici durante l’attesa. “Ne emerge un atteggiamento di estrema prudenza”, spiega. “Il 33% delle intervistate ha ricevuto nel corso della gravidanza almeno la prescrizione di un farmaco, per lo più progestinici, paracetamolo come analgesico e antipiretico o un antibiotico per il trattamento della cistite. Il 40%, poco di più, ha fatto uso di integratori e rimedi naturali: al primo posto folati, ferro, multivitaminici, poi zenzero per mitigare la nausea, echinacea per i sintomi del raffreddore e olio di mandorle per uso esterno, per la prevenzione delle smagliature. Il 13% non ha assunto farmaci ma solo rimedi naturali. Dobbiamo ancora completare l’analisi dei dati, ma per il momento non sono emerse correlazioni eclatanti tra l’uso di prodotti fitoterapici e problemi di salute della madre o del nascituro. Quelli più utilizzati sono sicuri e di solito vengono impiegati occasionalmente, non in modo continuato”.

Attenzione, però: ai prodotti naturali si fa ricorso soprattutto nel primo trimestre, come alternativa ai farmaci, ritenuti pericolosi in una fase così delicata della gravidanza. “Ma anche il prodotto fitoterapico sbagliato fa danni più gravi del primo trimestre”, osserva Fabio Firenzuoli. “È importante, allora, mantenere alto il livello della consapevolezza e diffondere informazioni corrette su quello che si può e non si può assumere durante l’attesa”.

 

La tabellina dei rimedi: quali sì e quali no

Alcuni rimedi naturali considerati sicuri in gravidanza ed efficaci nel trattamento dei disturbi più comuni sono: lo zenzero per attenuare nausea e vomito, l’echinacea per i sintomi delle infezioni delle vie respiratorie, l’altea per la gastrite, la camomilla per i disturbi gastrointestinali e il mirtillo rosso come disinfettante delle vie urinarie contro la cistite. Lo zenzero è anche un buon galattogogo, stimola cioè la produzione di latte, come pure il cardo mariano.

 

NauseaRimedi naturali

Da evitare invece il ginseng, usato per combattere stanchezza e affaticamento, perché può avere effetti teratogeni. L’iperico, con funzioni anti-depressive, può provocare contrazioni uterine e basso peso alla nascita. Anche l’estratto di liquirizia, efficace contro mal di gola e gastrite, è associato a un maggior rischio di nascita pretermine. L’uva ursina, utile contro le infiammazioni delle vie urinarie, è sconsigliata in gravidanza perché può dare vasocostrizione.

“In generale, la regola d’oro prima di acquistare e consumare qualunque integratore o prodotto fitoterapico in gravidanza è rivolgersi al proprio medico curante e chiedere la sua opinione, anche perché il prodotto in questione potrebbe interferire con farmaci e altri integratori di cui si fa uso”, raccomanda Firenzuoli. “Da bandire il fai da te, la raccolta personale di erbe sul campo o ai margini della strada, l’acquisto di preparati di dubbia provenienza, il passa parola e i consigli trovati in rete”.

 

Maria Cristina Valsecchi

 

 

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