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01 gennaio 2016

Che cosa significa diventare papà?

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Sentirsi padre

Sentirsi padre

Cosa vuol dire esattamente diventare papà? È difficile dirlo, mentre è facilissimo definire la maternità: un bel pancione che cresce o un neonato che succhia al seno parlano da soli e sollecitano sentimenti profondi prima ancora che idee. La paternità invece è una condizione meno fisica e con contorni meno definiti, in cui il maschio vive la gravidanza indirettamente, con un coinvolgimento soprattutto mentale. Dobbiamo distinguere tra fare il padre, sentirsi padre, essere padre. Spesso ci si ferma a considerare le competenze del padre, il suo svolgere compiti e funzioni che necessariamente sono subalterne e gregarie rispetto all’attività della donna.

Fare il padre (bene) significa innanzitutto non fare la madre, cioè non diventare il cosiddetto “mammo”: il bambino non ha bisogno di due mamme, una delle quali vera e l’altra di imitazione, ha invece bisogno di sperimentare due modalità di essere accudito e quindi due tipi di relazione. Anche il padre può e deve cambiare il pannolino, ma lo farà a suo modo, facendosi guidare dalle sue emozioni e seguendo le sollecitazioni che il bambino saprà inviargli. Il fare e il saper fare di mamma e papà esprimeranno sinergia e fiducia reciproca, e saranno lo specchio di quel personale e specifico rapporto di coppia.

Diventare un buon papàil lungo percorso

Il sentirsi padre coinvolge una sfera intima e profonda che è indipendente da compiti e funzioni e che attiva importanti meccanismi sociali ed extrafamiliari. Per sentirsi padre è necessario che il bambino si sveli dal nascondimento nel corpo materno, e occorre un’interazione fisica in grado di attivare i sensi. L’uomo deve sentire il suo pianto (una voce nuova ancora mai udita), toccare la sua pelle (liscia, rossa, profumata, strana), vedere i suoi occhi (che lo guardano e nei quali può ritrovare se stesso come in uno specchio). Per sentirsi padre c’è bisogno anche di un riconoscimento sociale: innanzitutto da parte dei genitori (i nonni), per i quali l’uomo resta sì figlio, ma in una nuova dimensione, e poi dagli amici e dai colleghi, per i quali si diventa persone nuove. Sentirsi padre è il prerequisito necessario affinché siano possibili scelte responsabili, ma anche per motivare e facilitare alcune inevitabili rinunce alla libertà personale.

L’essere padre è, infine, una condizione (solo in parte consapevole) che coinvolge e scomoda le idee sulla vita, con implicazioni filosofiche e spirituali che possono paventare e, al contempo, esaltare.

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