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04 ottobre 2018

Come cresce il feto: una giornata nel pancione

La giornata-tipo di un feto nel terzo trimestre ricorda quella di un atleta che si sta preparando alla gara, ovvero al momento del parto e alla sua vita futura

Come cresce il feto: una giornata nel pancione

Un feto nel nostro immaginario trascorre il tempo dormendo e nutrendosi attraverso il cordone ombelicale, ma come cresce un feto? Un feto di sette mesi ha ancora molte cose da fare prima del parto: come un piccolo astronauta rinchiuso nella sua navicella, deve provare e riprovare i suoi strumenti sensoriali, registrare dati nel suo computer cerebrale e allenare polmoni, muscoli e articolazioni in vista della nascita. Ecco il racconto della sua giornata tipo

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ore 9.00:

A spasso tra i suoni del mondo

La mamma si reca a fare la spesa. L’udito del feto è ormai completamente sviluppato e, seppure attutiti, gli arrivano i rumori del mondo esterno. Il bimbo li ascolta immobile. Poi passa un’ambulanza. La sirena è acuta e sgradevole, e lui sobbalza, scalcia…
Alcuni rumori lo infastidiscono più di altri, proprio come accade agli adulti, ma la sua reazione è dovuta probabilmente a un meccanismo più complesso, basato sull’interazione emotiva madre- figlio. Ancora prima del feto, è il sistema nervoso della donna a reagire a un suono che ritiene nocivo per la sua creatura. Il bimbo si mette a scalciare soprattuttoperché avverte il disagio della madre.

Già da qualche settimana, però, il feto ha una capacità molto più sofisticata di reagire ai rumori: li sa distinguere e memorizzare.
Per strada o al supermercato ci saranno sempre novità sonore e queste stimoleranno in lui la sorpresa. È la cosiddetta “risposta di orientamento attentivo”: il feto resta immobile per un istante e la sua frequenza cardiaca decelera. Al contrario, vibrazioni ripetute per un certo numero di volte o riproposte nel tempo, come per esempio i rumori di casa, determinano un’assuefazione e una mancanza di reazioni (gli esperti chiamano questo fenomeno “abituazione”).

ore 11.00:

Un po’ di esercizio fisico

Per la mamma è il momento di dedicarsi alle faccende domestiche. Niente di impegnativo, ma sufficiente a “sballottare” un poco il bambino, che però non sembra affatto sconvolto. Anzi, una certa agitazione gli piace: se la mamma è attiva, lui tende a calmarsi e viceversa.
Quando ha finito e si siede a riposare, la mamma avverte anche un altro movimento nel pancione, a volte un battito ritmico, a volte una serie di piccole scosse: il piccolo ha il singhiozzo. Potrebbe sembrare una tra le manifestazioni umane più banali e fastidiose, e invece ha un sua precisa funzione: dopo la nascita, servirà a eliminare il latte quando, accidentalmente, gli andrà di traverso durante le poppate. Nel grembo, nulla avviene per caso. Il feto vive esperienze che gli permettono di prepararsi alla vita fuori dall’utero. Per esempio, contrae ed espande il torace per allenarsi alla respirazione; muove le gambe per preparare muscoli e articolazioni a camminare; succhia il dito per abituare la bocca all’allattamento.

ore 12.30:

A pranzo con la mamma

La mamma, a tavola, sta mangiando un cibo molto buono. Le piace e questa sensazione viene trasmessa al bambino. È un momento importante, perché il feto vive il mondo esterno anche attraverso il “racconto” sensoriale ed emotivo della madre. Ma non pensiamo che sia un rapporto a senso unico. Così come la donna comunica le sue emozioni al bimbo, avviene anche il contrario. Sono due individualità che si parlano, i loro canali sono aperti in entrambe le direzioni. Scientificamente, lo possiamo descrivere in termini di scambi neuro-ormonali o neuro-endocrini. Ebbene, durante la gravidanza molte donne vivono sensazioni sconosciute, mai provate prima e le poche occasioni per riafferrarle dopo la nascita coincidono proprio con i momenti di profonda intimità con il bambino.

Ore 15.00:

Difficile dormire insieme

La mamma si è addormentata sul divano. È in una strana posizione e il bimbo si sente schiacciato, in quella sacca che sembra diventare ogni giorno più angusta. Bisogna fare qualcosa: un paio di calcetti e la mamma si sveglia e si mette in una posizione più comoda per entrambi. In realtà, da qualche tempo la mamma non dorme più tanto bene. Come se, attraverso i loro misteriosi canali di comunicazione, il piccolo le chiedesse di restare sveglia. Uno studio recente ha stabilito infatti che nel terzo trimestre le fasi di sonno attivo del feto (cioè il sonno REM, importantissimo per lo sviluppo del sistema nervoso prenatale e neonatale) si svolgono preferibilmente in associazione con lo stato di veglia della madre.

Il feto sogna, dunque? Gli studiosi non sono ancora in grado di dare una risposta certa, ma alcuni sono convinti che, pur non trattandosi di sogni visivi (nella sua memoria non è immagazzinata alcuna immagine), il feto rielabori nel sonno sensazioni tattili, olfattive o emozionali.

Ore 19.00:

Un legame a tre

È arrivato il papà. Il piccolo riconosce la voce: è più grave, remota di quella della mamma, ma le due frequenze si fondono in un intreccio armonioso.  Se il papà gli parla, non comprende le parole, ma il tono usato è sufficiente a infondergli un senso di benessere. “Ddialogare” con il bebè è importante e non solo per farlo sentire amato. Una ricerca ha dimostrato che a diciotto mesi i bambini dispongono di un vocabolario più ricco se in gravidanza le mamme e i papà si sono rivolti a loro almeno due o tre volte al giorno.

Ore 21.00:

Ascolta e memorizza una canzone

Il feto ha modo di cominciare a conoscere le infinite sfumature della musica. Di nuovo, le note arrivano mediate dalla sensazione di gradimento (o meno) da parte della mamma. Recentemente, alcuni studiosi americani hanno osservato reazioni di “orientamento attentivo” di alcuni neonati verso un particolare brano musicale: era la colonna sonora di una notissima soap opera, di cui le madri non si erano perse una puntata durante i mesi di gravidanza.

Ore 22.30:

Giochi d’amore

A letto, il papà sta facendo un gioco. È un po’ incredulo. Batte tre piccoli colpi sul ventre di mamma e il bimbo gli risponde con altrettanti calcetti. Prova con quattro e la risposta è ancora giusta. Il feto, come tutti i suoi “colleghi”, è in gambissima nei giochi tattili con i genitori. Il papà non se ne accorge, ma mentre con il dito disegna ghirigori affettuosi sul pancione, dall’interno il piccolo lo segue con un braccio o una gamba.
E se papà e mamma volessero fare l’amore? Il medico ha detto che si può. Ma come la prenderà il bambino, se è già così attento alla realtà? Una buona vita sessuale è fondamentale per la coppia e il piccolo non può che reagire con uno stato di benessere. Ma è importante che la mamma viva l’intimità con gioia, senza il timore di danneggiare il bimbo. Altrimenti è meglio rinunciare.