Camera gestazionale vuota: sintomi, diagnosi e cosa fare
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Camera gestazionale vuota, ecco che cosa vuol dire

Può capitare, purtroppo, che la gravidanza si interrompa perché la camera gestazionale è vuota, ovvero non si è formato il piccolo embrione che sarebbe dovuto diventare un bebè. Vediamo insieme come scoprire quando si è verificata questa complicazione e come gestirla

Camera gestazionale vuota,  ecco che cosa vuol dire

Si parla di camera gestazionale vuota, quando al controllo ecografico appare evidente la camera gestazionale, ma al suo interno non c’è l’embrione. “In questo caso la camera gestazionale è piuttosto grande, le misure corrispondono alla settimana di gravidanza, e al suo interno continua a formarsi liquido amniotico”, spiega Arianna Prada. ginecologa, consulente di ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. “Purtroppo, però, non è visibile l’embrione: siamo di fronte a un aborto spontaneo, la gravidanza non può proseguire”. In pratica si è formato il nido, ma non si è sviluppato il bimbo cui quel nido era destinato. Ma come mai si verifica questa situazione? “Dopo il concepimento, dopo l’incontro di ovulo e spermatozoo, le cellule si moltiplicano rapidamente”, spiega l’esperta. “Una linea cellulare è destinata a formare l’embrione, una seconda linea cellulare formerà i cosiddetti ‘annessi fetali’, ovvero corion (la membrana più esterna dell’ovulo fecondato), sacco amniotico, placenta. Quando la camera gestazionale è vuota, la linea cellulare che avrebbe dovuto trasformarsi in un bambino si è interrotta a causa di un’anomalia cromosomica. Ricordiamo che la maggior parte degli aborti spontanei che si verificano nel primo trimestre sono dovuti proprio a un’anomalia dei cromosomi. Avviene una sorta di selezione naturale e l’attesa si interrompe”.

Camera gestazionale vuota: sintomi e la diagnosi

Quando e come la futura mamma scopre che la gravidanza non proseguirà? “La diagnosi è ecografica: quando la donna si sottopone al primo controllo, l’anomalia risulta immediatamente evidente”, spiega Arianna Prada. “In questi casi, in genere il medico invita la futura mamma a ripetere il controllo ecografico dopo 7-10 giorni per avere la certezza che la gravidanza si è interrotta”. Non è però possibile effettuare una diagnosi di camera vuota in un’epoca gestazionale molto precoce (prima della sesta settimana) quando l’embrione potrebbe non essere ancora visibile perché il concepimento è avvenuto un po’ più tardi rispetto ai calcoli della donna. “Per avere un quadro della situazione è necessario eseguire un’ecografia alla 7a-8a settimana di gravidanza”, sottolinea la ginecologa.
Se in questo periodo dell’attesa non c’è battito e l’embrione non è visibile allora purtroppo non ci sono dubbi, la gravidanza si è fermata.

La camera gestazionale è vuota, cosa fare?

Una volta confermato che la camera gestazionale è vuota e l’attesa si è interrotta, quali sono i passi successivi? Che cosa dovrà fare la donna? “Il ginecologo individuerà insieme a lei la strada migliore da seguire, dopo aver valutato lo stato di salute generale della donna, i suoi desideri, la distanza tra la sua abitazione e l’ospedale (in caso di complicazioni, ovvero di una mestruazione emorragica, si rende necessario rivolgersi al pronto soccorso), scegliendo tra una condotta di attesa e un intervento, chiamato ‘revisione uterina’”, spiega Arianna Prada. “Quando si decide di non intervenire chirurgicamente si attende che la camera gestazionale si stacchi e venga espulsa spontaneamente, nell’arco di alcune settimane (4-6 settimane) con una mestruazione più abbondante del solito”.

Aborto spontaneoLeggi

Quando cercare una nuova gravidanza

Una gravidanza che si interrompe è un evento doloroso per la futura mamma. Anche se la perdita avviene in un’epoca precoce dell’attesa, la donna si trova ad affrontare una delusione profonda, laddove invece si aspettava una grande gioia. La promessa di felicità che l’inizio di una gravidanza porta con sé si infrange ed è importante che la donna si senta compresa e accolta da chi le vuole bene. La nota positiva è che quando la gravidanza non procede perché la camera gestazionale è vuota, non aumenta il rischio di recidive. “L’embrione non si è formato per un’anomalia cromosomica che rappresenta una situazione sporadica e del tutto casuale”, rassicura l’esperta. “Quando si sentirà pronta, la donna potrà iniziare una nuova gravidanza senza il timore di complicazioni legate all’esperienza precedente. Per quanto riguarda i tempi: se è stato effettuato un intervento di revisione uterina è opportuno aspettare il secondo ciclo mestruale per cercare un nuovo bebè; se la donna non si è sottoposta all’intervento (perché con lo specialista si è optato per la condotta di attesa e la situazione si è risolta spontaneamente), non è necessario attendere. Ci sono donne che sono rimaste subito incinta, alla prima ovulazione successiva all’aborto spontaneo”.

 

di Giorgia Cozza

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