In auto con il pancione, così viaggi sicura | Dolce Attesa
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In auto con il pancione, così viaggi sicura

Tempo di vacanze e di weekend fuori porta... Quali accortezze adottare se ci si sposta in macchina? Ecco le indicazioni del ginecologo per viaggiare in auto in gravidanza senza rischi e in tutto comfort

In auto con il pancione, così viaggi sicura

Se l’attesa procede senza disturbi particolari, durante i nove mesi la macchina è un mezzo di trasporto comodo e sicuro: basta adottare qualche semplice accorgimento e utilizzare un briciolo di cautela in più. Viaggiare in auto in gravidanza non costituisce un problema, come conferma Claudio Ivan Brambilla, ginecologo a Milano. “L’importante è che non ci siano impedimenti di tipo medico: se infatti l’attesa è stata dichiarata a rischio, per esempio per una minaccia d’aborto oppure per patologie gravidiche o fetali, prima di intraprendere un percorso è indispensabile chiedere il parere dello specialista. Altrimenti, se la gestazione segue il suo iter naturale, si può viaggiare senza timore”.

Qual è il periodo migliore per partire?

Soprattutto se il percorso è piuttosto lungo, il momento migliore per mettersi in viaggio è la fase centrale della gravidanza.
Nel primo trimestre la nausea e il senso di stanchezza possono rendere il tragitto faticoso, mentre nell’ultimo periodo, quando si avvicina il termine, spostarsi con l’auto può risultare particolarmente scomodo: con il pancione, i movimenti diventano meno sciolti e la fatica fisica si avverte di più. Inoltre, specialmente verso la fine, è sempre meglio evitare situazioni stressanti: in macchina, anche un breve tragitto su una strada dissestata, una curva stretta o un ‘guidatore della domenica’ che taglia la strada all’improvviso possono essere motivo di forte tensione.
Se dunque non è necessario, è preferibile rinunciare agli spostamenti nelle ultime tre settimane di gravidanza, anche perché c’è sempre la possibilità che il bebè nasca prima del termine.

La futura mamma che soffre di nausee è più soggetta al mal d’auto?

Sia le nausee della gravidanza che il mal d’auto sono disturbi soggettivi, c’è chi ne soffre e chi no. “La donna in attesa che sa di essere suscettibile al mal d’auto e soffre di nausee farebbe meglio a scegliere un mezzo di trasporto alternativo ed evitare di utilizzare la macchina nei primi mesi di gestazione, fin quando il problema non è almeno in parte superato”, osserva Brambilla. “Braccialetti e altri rimedi in commercio per mitigare il disturbo, infatti, sono scarsamente efficaci quando le due fonti di nausea si combinano e i farmaci contro il mal d’auto sono controindicati nel primo trimestre”.

NauseaRimedi naturali

Quanto tempo può durare il viaggio?

“Per i tragitti in automobile, come del resto per tutte le altre attività che si svolgono in gravidanza, occorre usare il buonsenso e non stancarsi troppo”, dice Brambilla. “Per rendere il viaggio il più confortevole possibile, quindi, è importante valutare la durata e la qualità del percorso.
Meglio non seguire tragitti eccessivamente lunghi, che superino le 5 ore ed evitare di restare a lungo nella stessa posizione. Soprattutto se il pancione è voluminoso, l’utero preme sulla vena cava (il grosso vaso dell’addome che assicura il ritorno del sangue al cuore) rallentando, così, la circolazione. Inoltre, quando si è sedute si creano due compressioni, all’inguine e al ginocchio, che rendono più difficoltoso il passaggio del sangue. Ogni due ore circa, quindi, è meglio fermarsi e fare una passeggiata per sgranchire le gambe. È opportuno, poi, che la futura mamma beva molta acqua durante il tragitto, per fluidificare il sangue e contrastare i disturbi circolatori e prevenire il rischio di formazione di microtrombi”.
Il buonsenso deve essere applicato anche alla scelta del percorso da effettuare, perché troppi sobbalzi e vibrazioni potrebbero far tendere e contrarre l’utero: meglio evitare strade accidentate e optare per un tragitto lineare su strade asfaltate.

Quali accortezze è importante adottare per viaggiare in auto gravidanza?

Un elemento da prendere in considerazione è il comfort offerto dalla vettura. Una donna incinta deve viaggiare in tutta comodità e sicurezza, deve poter reclinare il sedile per evitare di restare sempre nella stessa posizione, avere uno spazio sufficientemente ampio per il suo pancione e sentirsi protetta. Se è necessario effettuare un tragitto nei mesi più afosi dell’anno è preferibile mettere in funzione il climatizzatore: il caldo eccessivo, oltre a essere fastidioso, potrebbe infatti causare un calo di pressione. In ogni caso, è sempre meglio mettersi in viaggio nelle ore più fresche della giornata.
“Se un’automobile è dotata di airbag anteriori e la mamma è accanto al guidatore, il sedile dovrebbe essere posizionato il più lontano possibile dal punto della loro fuoriuscita”, avverte lo specialista.
Se si soffre di mal di schiena, poi, per avere sollievo si può usare il piccolo accorgimento di posizionare un cuscino all’altezza dei reni, così da ammortizzare i sobbalzi cui viene sottoposta la spina dorsale.
Infine, occorre ricordarsi di portare sempre con sé qualcosa da bere e da mangiare, considerando che bar e autogrill non sono sempre dietro l’angolo e che c’è sempre il rischio di restare imbottigliate nel traffico.

Mal di schienaProva la chiropratica

Qual è il posto più sicuro per una donna in attesa?

“Quello posteriore”, risponde il ginecologo. “In caso di urto o frenata improvvisa, infatti, chi si trova davanti, alla guida o sul sedile accanto a quello del guidatore corre il rischio maggiore di riportare danni. Attenzione, però: la scelta del sedile posteriore non mette al riparo da ogni pericolo. Anche in quella posizione è preferibile che la futura mamma indossi la cintura di sicurezza”.

Nei 9 mesi l’uso della cintura di sicurezza può essere rischioso?

Il Codice della Strada prescrive che le donne in attesa debbano indossare la cintura, salvo esplicita indicazione del medico contenuta in un certificato che deve essere portato con sé quando ci si sposta in macchina.
“Si tratta di uno dei meccanismi di protezione più importanti in caso di incidente e la pressione della cintura sul pancione durante il normale utilizzo dell’automobile non comporta alcun rischio specifico per la gravidanza”, dice il ginecologo. “È vero che in caso di urto la cintura esercita una tensione improvvisa sull’addome, oltre che sulla spalla e dunque può nuocere al feto”, spiega Brambilla. “Va detto, però, che il rischio sussiste solo se l’impatto è violento e in questi casi non indossare la cintura di sicurezza mette in pericolo la sopravvivenza stessa della donna. In fin dei conti, dunque, usarla conviene anche alle future mamme.
Per disperdere la tensione esercitata in caso di urto si può osservare un’accortezza, inserire un cuscinetto di gommapiuma tra la cintura e l’addome”. A questo scopo, in commercio si trovano rivestimenti imbottiti da applicare sulla cintura stessa.

Un’altra strategia per evitare che, in caso di urto, la cintura eserciti una pressione sull’addome è indossarla posizionando la parte orizzontale tra i fianchi e il bacino, sotto e non in corrispondenza del pancione. È possibile acquistare anche dei dispositivi che mantengono la cintura in questa posizione, agganciando il suo segmento orizzontale al sedile.

La futura mamma può guidare o le sue condizioni interferiscono in qualche modo con la sicurezza al volante?

“Nel primo trimestre, la sonnolenza e la stanchezza fisiologiche dovute all’azione degli ormoni possono influire sulla prontezza dei riflessi della donna in attesa”, risponde Brambilla. “Guidare in questo periodo è consentito, ma sarebbe meglio limitarsi a tragitti brevi ed evitare le ore di punta e il traffico congestionato. Con l’avanzare della gravidanza, poi, guidare diventa oggettivamente difficile a causa dell’ingombro del pancione”.

 

E se dovesse verificarsi un tamponamento?

Al volante o in qualità di passeggero, se la macchina sulla quale ci si trova subisce un tamponamento, è bene effettuare una visita ginecologica nel più breve tempo possibile. “Non importa se l’impatto è stato minimo o se sembra di non avere subito alcun danno”, dice il ginecologo Claudio Ivan Brambilla, “meglio recarsi subìto al pronto soccorso e sottoporsi a ecografia e visita di controllo per accertare che il nascituro non abbia risentito dell’incidente e che non si siano verificati distacchi o piccole rotture delle membrane che potrebbero inizialmente passare inosservati”. Una volta a casa, poi, bisognerà controllare di non avere perdite di sangue dalla vagina, contrazioni o dolori addominali.

L. B.

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