È arrivato un disturbo "guastafeste"? | Dolce Attesa
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È arrivato un disturbo “guastafeste”?

Feste di fine anno, è il momento di godersi un po' di relax. Ma che cosa fare se compare qualche malessere... e il ginecologo è in ferie?

È arrivato un disturbo

In queste giornate di festa così ricche di emozione da vivere con il tuo piccino nel tuo grembo, si aggiunge un pizzico di ansia al pensiero che il tuo ginecologo di fiducia sarà in ferie per alcuni giorni. Cosa fare in sua assenza, se noti qualche segnale sospetto o se ti trovi alle prese con qualche malanno di stagione? Ecco i consigli di pronto intervento dell’esperto per affrontare qualunque dubbio e malessere con serenità.

Febbre alta, tosse, mal di gola, che fare?

Dolori articolari, stanchezza e infine febbre: ecco, l’influenza ha colpito!  Come gestire la situazione? “Quando la febbre raggiunge e/o supera i 38° è opportuno assumere un farmaco antipiretico”, commenta Patrizio Antonazzo, ginecologo dell’Ospedale Sacco di Milano. “Il paracetamolo è un principio attivo compatibile con la gravidanza e la futura mamma può assumerlo tranquillamente”. L’altra indicazione è quella di riposare il più possibile: puoi cogliere l’occasione per dormire (una buona scorta di sonno è sempre utile), rilassarti, farti coccolare un po’ dal futuro papà (che potrà prepararti i piatti o gli spuntini di cui senti il desiderio), leggere qualche bel romanzo o saggio sulla maternità.

“Se la situazione non migliora entro un paio di giorni e/o se alla febbre si aggiungono sintomi respiratori, quali tosse, mal di gola, catarro, allora è necessario rivolgersi al proprio medico di famiglia o al reparto di ostetricia dell’ospedale cittadino per valutare l’eventuale necessità di ulteriori indagini”, considera l’esperto.

Un’infezione gastro-intestinale

Nausea, vomito, diarrea. Ecco una delle forme di influenza più antipatiche. Come gestire questi fastidiosi sintomi? “Se l’episodio è di breve durata, rivolgersi al proprio medico non è indispensabile. L’importante, in caso di infezione gastro-intestinale è stare attente all’idratazione”, sottolinea Antonazzo. “Il rischio, infatti, se la futura mamma soffre di vomito e diarrea è quello di disidratarsi”. Acqua, thè, succhi e centrifugati di frutta: è necessario bere il più possibile nel corso della giornata, eventualmente a piccoli sorsi, se hai il timore che la nausea possa peggiorare. In commercio esistono anche dei farmaci anti-emetici che permettono di alleviare il disturbo: se il malessere è particolarmente intenso potrai chiedere al tuo medico di prescriverti un principio attivo compatibile con la gravidanza. “E se non si notano dei miglioramenti nell’arco di 24-48 ore”, conclude l’esperto, “è necessario rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso”.

Perdite di sangue? Niente panico

Se nelle prime settimane dell’attesa si notano delle piccole perdite di sangue non è un segnale che deve subito allarmare, poiché molto probabilmente si tratta di un fenomeno del tutto fisiologico. “Lo stesso vale se le perdite si verificano subito dopo un rapporto sessuale, infatti durante la gravidanza il collo dell’utero è più morbido e irrorato e la stimolazione avvenuta durante il rapporto può causare un lieve sanguinamento”, considera Patrizio Antonazzo. “Se però la futura mamma non si sente del tutto tranquilla è bene rivolgersi comunque al Pronto Soccorso, per eseguire un’ecografia che confermi che tutto procede per il meglio.
Andare subito in ospedale è indispensabile se le perdite di sangue sono abbondanti o persistenti”.

Quei bruciori che segnalano una cistite in corso

Un bisogno frequente di fare pipì a fronte di una scarsa quantità di urina, bruciore o dolore durante la minzione: ecco i segnali caratteristici di una cistite in corso.
“In questo caso è necessario rivolgersi al proprio medico di base”, spiega Patrizio Antonazzo. “In presenza di questi segnali in genere viene prescritta un’urinocoltura per confermare la diagnosi, identificare il germe responsabile dell’infezione e stabilire la terapia antibiotica più efficace. In caso di cistite emorragica, ovvero se è presente sangue nelle urine, è indispensabile confrontarsi rapidamente con il proprio medico o andare al pronto soccorso”.
Intervenire prontamente in caso di cistite è fondamentale per risolvere i fastidiosi sintomi, ma anche per evitare possibili complicazioni per la futura mamma (se i microrganismi responsabili della cistite risalgono verso i reni possono causare un’infezione renale) e per il piccino che cresce nel suo grembo (poiché le infezioni alle vie urinarie sono tra le cause di aborto e parto pretermine).

CistiteCosa sapere

Ho perso il tappo mucoso

Verso la fine dell’attesa può capitare di notare una secrezione densa e biancastra, in qualche caso mista a sangue. Si tratta del tappo mucoso, che nei nove mesi sigilla e protegge il collo dell’utero. “La perdita del tappo mucoso è un fenomeno normale collegato alle modificazioni della cervice uterina o, in qualche caso, successiva a una visita ginecologica effettuata al termine della gravidanza”, considera l’esperto. “La presenza di muco non deve essere interpretato come un segnale di travaglio imminente: il suggerimento è di mantenere la serenità, non è dato sapere infatti quando inizierà il parto e non è necessario rivolgersi né al proprio medico, né al reparto di ostetricia”. Il momento giusto per presentarsi nel punto nascita scelto per accogliere il proprio bebè è infatti segnalato dalla presenza di contrazioni dolorose e regolari o dalla perdita delle acque (ovvero del liquido amniotico), dovuta alla rottura spontanea delle membrane amniocoriali.

Tappo mucosoLeggi

Aiuto: sono contrazioni?

La pancia che si indurisce all’improvviso e resta contratta per alcuni secondi: può capitare. nel secondo e nel terzo trimestre. Si tratta di un fenomeno fisiologico cui non corrispondono modificazioni a livello della cervice uterina, come invece avviene in presenza delle “vere” contrazioni, quando  il travaglio attivo è iniziato. “Un’attività contrattile sporadica e non dolorosa non deve preoccupare”, rassicura Antonazzo.

Dopo le feste, in occasione del primo controllo potrai riferire le sensazioni provate al tuo ginecologo. Nel frattempo, se hai notato che queste contrazioni si presentano in orario serale, puoi cercare di “rallentare” un po’ i ritmi della tua giornata. A volte la pancia si indurisce perché si è rimaste in piedi troppo a lungo o in seguito a sforzi eccessivi. Concedersi qualche momento di relax, sul divano, con un buon libro e magari ascoltando la tua musica preferita, aiuta il rilassamento e favorisce il benessere psico-fisico. “Se, nonostante questi accorgimenti, le contrazioni tendono a presentarsi ogni giorno e la gravidanza non è vicina al termine, è utile fare una visita di controllo”, considera Antonazzo. “Rivolgersi subito al pronto soccorso è infine necessario, in qualunque periodo della gravidanza, in caso di fitte o crampi molto dolorosi e se le contrazioni, anziché restare sporadiche, assumono la caratteristica di regolarità”.

Se la gravidanza è al termine, contrazioni di intensità e durata crescente che si presentano distanziate da un intervallo di tempo sempre più breve, molto probabilmente, sono il segnale che il momento tanto atteso è arrivato… stai per abbracciare il tuo bambino!

Tutto sul travaglioLeggi

I numeri da tenere in agenda

In ogni caso, visto che Natale è vicino, è meglio giocare d’anticipo e informarti con il tuo ginecologo a proposito della sua reperibilità durante le festività natalizie. Se andrà in ferie per alcuni giorni non esitare a chiedere se potrai contattarlo tramite cellulare in caso di bisogno o se c’è un sostituto a cui rivolgersi. Se non sarà rintracciabile o se preferisci non disturbarlo mentre si trova in vacanza, tieni in agenda i numeri di telefono del tuo medico di famiglia, del consultorio (in molte città i consultori garantiscono assistenza ostetrica nei nove mesi, grazie a uno staff di ginecologi e ostetriche), del reparto di ostetricia e del pronto soccorso dell’ospedale cittadino. “Quando la futura mamma non sta bene il suggerimento è di rivolgersi sempre al medico, al punto nascita o al pronto soccorso” spiega  Antonazzo. “È importante non trascurare eventuali sintomi, per il timore di disturbare. Quando ci sono dubbi o preoccupazioni non bisogna esitare a chiedere consiglio”.

Se durante le feste sarai tu a prenderti qualche giorno di vacanza, oltre al numero del tuo ginecologo (o della tua ostetrica) e del tuo medico, procurati subito i riferimenti del punto nascita più vicino alla località in cui festeggerai il Natale.

C’è anche un numero verde

Febbre, mal di gola, otite… Per qualunque disturbo, quando è necessario assumere dei farmaci, il primo punto di riferimento, in assenza del ginecologo di fiducia, è il proprio medico di famiglia. Se il medico non è raggiungibile, si può telefonare al reparto di Ostetricia dell’ospedale cittadino. Se però la futura mamma non è riuscita a ottenere risposte esaurienti o ha ancora dei dubbi può chiamare il numero verde 800.883.300 attivo 24 ore su 24. Il servizio di consulenza telefonica gestito dall’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo garantisce informazioni e chiarimenti riguardo all’utilizzo di farmaci e all’effettuazione di esami diagnostici, nei nove mesi e durante l’allattamento.

Ricordiamo che anche per chi sceglie i rimedi dolci, in gravidanza è da evitare il fai da te: naturale, infatti, non è sinonimo di innocuo e non tutti i rimedi fitoterapici possono essere utilizzati nell’attesa; soprattutto nel primo trimestre, è fondamentale assumere solo rimedi la cui sicurezza è dimostrata da solide evidenze scientifiche.

Giorgia Cozza

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