Arriva un bimbo? Fai fruttare il tuo denaro! | Dolce Attesa
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Arriva un bimbo? Fai fruttare il tuo denaro!

Con la nascita di un bambino  la situazione economica familiare cambia e imparare a gestire i soldi diventa importante per affrontare serenamente il presente e assicurare, a noi e a nostro figlio, un futuro tranquillo. Ma da dove cominciare?

Arriva un bimbo? Fai fruttare il tuo denaro!

La nascita di un bebè trasforma la vita, in tutti i sensi. Cambia l’organizzazione familiare, cambiano i ritmi e gli orari quotidiani. E cambia anche la situazione economica. A cominciare dalla preparazione del corredino, le spese aumentano e se magari prima, quando si era coppia, si poteva spendere un po’ più alla leggera ora diventa importante gestire i soldi in maniera oculata per affrontare serenamente il presente e assicurare, a noi e a nostro figlio, un futuro tranquillo.
Per raggiungere l’obiettivo non è necessario guadagnare cifre esorbitanti. Perché se è vero che uno stipendio alto aiuta, non è solo quanto guadagniamo a fare la differenza, ma quanto salviamo dall’essere speso. In altre parole, non servono tanti soldi per iniziare a investire, ciò che conta è imparare a gestirli e a farli “lavorare”, o meglio fruttare. Ma da dove cominciare se si è digiune di questioni finanziarie e magari si è sempre delegato al compagno la gestione delle spese di casa?

1 –Fai il punto della situazione

Può sembrare banale, ma il primo passo è mettersi a tavolino e fare il punto della situazione calcolando le entrate (o attivi, ovvero tutto ciò che ci mette i soldi in tasca) e le spese (o passivi, ovvero tutto ciò che ce li toglie). Per fare questo si può usare un normale foglio nel quale segnare giornalmente sia tutto ciò che entra nelle nostre casse (stipendio, pensione, affitti di seconde case, ecc) sia ciò che esce, suddiviso per categoria (alimentari, luce, gas, palestra, cinema, mutuo, ecc). Questo esercizio aiuta a comprendere su quanto si può contare (attivi) e quanto invece ci costa vivere (passivi). Prendere atto di dove finiscono i soldi è di fondamentale importanza per comprendere il nostro comportamento nei confronti del denaro e individuare quali sono le aree in cui si può risparmiare. (Volendo, si può scaricare una guida pratica con gli esercizi da fare al link: http://www.potereconomico.com/stato-patrimoniale-guida/.)

2- Metti da parte una quota di tutto ciò che guadagni.

Si comincia accantonando in modo costante una percentuale del nostro reddito accumulandolo, per esempio, su un conto deposito, una scelta priva di rischi e finanziariamente molto più conveniente che lasciare i propri soldi sul conto corrente. L’ideale sarebbe risparmiare il 20% delle proprie entrate, ma è una quota cui si può arrivare per gradi.

3- Informati sui vari tipi di conti deposito

Ogni banca ha il suo e da una banca all’altra le condizioni possono cambiare. Quello che resta uguale è il “concetto” di base. Chi mette i soldi su un conto deposito si vede riconoscere un interesse leggermente superiore a quello che otterrebbe lasciandoli sul conto corrente, ma deve vincolarli per un periodo prestabilito, che può essere di un mese, tre mesi, sei mesi o un anno (ogni banca può proporre le proprie tempistiche). Se il denaro viene lasciato sul conto deposito per il tempo previsto si otterranno gli interessi pattuiti, se viene ritirato anche solo un giorno prima la banca non riconosce gli interessi sull’intero periodo di riferimento. In altre parole, se si decide di versare dei soldi su un conto deposito, bisogna lasciarli fino alla scadenza.

4 -Acquista un attivo, ovvero di qualcosa che rende

Una volta raggiunta una quota minima di almeno 1000 euro sul conto deposito si può iniziare a considerare il tipo di investimento da fare. Questo perché il capitale accantonato ha raggiunto la somma che serve, per esempio, per acquistare un lotto minimo di obbligazioni. E gli interessi che si possono percepire in questo modo cominciano a essere più appetibili di quelli che la banca riconosce sul conto deposito. Per iniziare a investire in obbligazioni non servono grandi doti: chiunque può riuscirci documentandosi, leggendo qualche dato, valutando il grado di rischio che si è disposte a correre, acquistandole e dormendo sonni tranquilli. Per questo, da sempre, le obbligazioni o i Titoli di Stato sono la forma di investimento preferita da chi non ha grande dimestichezza con il settore finanziario. Si tratta in pratica di investire il nostro capitale a un interesse che viene riconosciuto uno o due volte l’anno attraverso il pagamento di una cedola. Gli interessi medi maturati superano quelli ai quali possiamo aspirare lasciando i soldi sul conto corrente ordinario e, quindi, sono il primo passo da compiere per iniziare a “far lavorare” i soldi in maniera diversa dal solito.

 

Cristina Perciaccante, educatrice finanziaria e fondatrice di Potereconomico.com, società di istruzione finanziaria

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