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Cervicale in gravidanza, affrontala così

Cervicale in gravidanza, affrontala così

La cervicale – o meglio la cervicalgia, perché “cervicale” è semplicemente un aggettivo che si riferisce al tratto superiore della colonna vertebrale – è un disturbo abbastanza diffuso, tanto che si potrebbe dire che tutti, almeno una volta nella vita, ne hanno fatto esperienza. La cervicalgia è meno invalidante rispetto ai disturbi che coinvolgono la parte bassa della schiena e per questo è meno frequente il ricorso al medico: se il dolore non è particolarmente fastidioso, si aspetta semplicemente che passi, come succede nella maggior parte dei casi.

Come riconoscerla

Il sintomo inconfondibile è il dolore localizzato a livello della nuca, o meglio da metà testa fino all’altezza delle scapole e delle spalle. Talvolta si associa a mal di testa muscolo-tensivo, che parte dalla nuca e si estende fino alla fronte e sopra gli occhi. Molto meno frequenti vertigini, acufeni, senso di nausea, che si presentano in genere in seguito a traumi, come ad esempio un colpo di frusta.
In una minoranza di casi il dolore si può irradiare anche a una spalla e fino al braccio, spesso accompagnato da formicolii: in tale evenienza si potrebbe sospettare un’ernia discale, che va a toccare le radici nervose cervicali che innervano l’arto inferiore.

All’origine, errori di postura

A parte l’ernia cervicale o i traumi, che sono fortunatamente eventi più rari, la causa più frequente della cervicalgia va ricercata in errori posturali, legati agli stili di vita odierni. Trascorrere molto tempo davanti al computer, ad esempio, è un fattore predisponente importante, così come eseguire lavori di precisione, poiché, intenti come siamo al lavoro che stiamo svolgendo non ci rendiamo conto di irrigidire i muscoli del collo e delle spalle. Da non sottovalutare il ruolo svolto dallo stress, che provoca tensioni muscolari e che, per le strette correlazioni tra psiche e corpo, porta a modificare la postura e fa aumentare la percezione del dolore.

Computer in gravidanzasi può usare?

La gravidanza la favorisce?

La gravidanza, di per sé non è un fattore predisponente, poiché i cambiamenti posturali determinati dalla crescita del pancione coinvolgono prevalentemente la zona lombare, che riceve i maggiori carichi. Qualche doloretto potrebbe comparire semmai nei mesi successivi al parto, se la mamma assume posizioni scorrette mentre tiene in braccio o allatta il bebè, ma non è detto che ciò si verifichi.

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La prima terapia? Muoversi!

La prima regola per prevenire o per curare la cervicalgia è bandire la sedentarietà. Eseguire esercizi specifici e praticare un’attività fisica che coinvolga anche collo e spalle è utilissimo per evitare tensioni muscolari. Ma anche se il dolore ha già fatto la sua comparsa, il movimento consente un recupero più rapido poiché favorisce una migliore microcircolazione locale, che serve sia a “trasportare via” le sostanze algogene, quelle che si producono quando è in atto un’infiammazione e che danno origine alla sensazione dolorosa, sia a fornire ossigeno e nutrienti nei tessuti in cui si è verificata l’infiammazione, aiutandoli a ripristinare la loro condizione ottimale. Infine, se c’è una contrattura muscolare, un’attività fisica mirata aiuta a rilassare il muscolo contratto e a smaltire l’acido lattico accumulato.
Per chi ama nuotare l’ideale è alternare i vari stili, che permettono di muovere collo, braccia e spalle in modo differente. L’importante, però, è nuotare con la testa immersa, altrimenti i muscoli cervicali potrebbero essere sottoposti a uno stress ancora maggiore che potrebbe favorire anziché ridurre il dolore: se non si riesce a stare con la testa sott’acqua è meglio evitare lo stile libero e la rana e preferire il dorso, che consente un buon movimento di spalle e braccia e preserva i muscoli cervicali.
E i farmaci? In gravidanza bisogna ricorrervi il meno possibile. Solo nella fase acuta si potrebbe prendere il paracetamolo, che attenua un po’ l’infiammazione e il dolore.

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Quando rivolgersi al medico

La cervicalgia, in genere, si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. Se però il dolore diventa persistente e impedisce lo svolgimento delle normali attività, è consigliabile rivolgersi al medico di base, che valuterà l’opportunità di effettuare indagini strumentali per escludere un’ernia del disco, come una risonanza magnetica (se indispensabile si può fare anche in gravidanza, anche se tendenzialmente si cerca di rimandarla a dopo il parto), oppure di chiedere il parere dello specialista ortopedico o fisiatra.
Va detto però che nella stragrande maggioranza dei casi anche l’ernia tende a risolversi da sé o con l’aiuto di alcuni trattamenti, esercizi di ginnastica associati a manipolazioni o massaggi, da eseguire presso un bravo chiropratico, osteopata o operatore shiatsu. A differenza del passato, ormai, l’ernia cervicale non si opera quasi più.

La posizione ok davanti al computer

In realtà, non esistono posizioni corrette in assoluto. Anche quelle teoricamente migliori, se mantenute per troppo tempo, possono creare problemi, mentre il vero segreto consiste nel cambiare spesso postura, modificando anche solo la posizione di una gamba, l’appoggio delle braccia ai braccioli o della schiena allo schienale. Ecco alcune indicazioni generali:

  • l’altezza della sedia va regolata in modo da tenere i piedi comodamente poggiati a terra, senza compressioni della parte posteriore della coscia;
  • preferibile scegliere una sedia con lo schienale regolabile e i braccioli, in modo da poter disporre di appoggi utili a cambiare almeno parzialmente la posizione della seduta.
  • il monitor deve essere collocato davanti a sé, un po’ sotto la linea degli occhi affinché il capo sia leggermente abbassato
  • le spalle devono essere rilassate, i gomiti flessi, a formare un angolo di circa 90 gradi; gli avambracci sono appoggiati alla scrivania, la colonna è appoggiata allo schienale, ben sostenuta a livello lombare, in modo da conservare la fisiologica lordosi (se necessario, si può collocare un cuscino).
  • di tanto in tanto fai una pausa, alzandoti dalla postazione, camminando un po’ o semplicemente praticando qualche esercizio per sgranchirti: ci sono software scaricabili gratuitamente su internet – ad esempio workrave.org – che “impongono” delle soste: a intervalli prefissati, impostati dall’utente, bloccano temporaneamente il computer e mostrano qualche esercizio per distendere i muscoli.

Per rilassare la muscolatura

Ecco alcuni esercizi da eseguire anche stando sedute alla scrivania quando sentiamo l’esigenza di distendere i muscoli cervicali. Ognuno può essere ripetuto circa 10 volte.

  • Esegui delle rotazioni del collo, prima verso destra e poi verso sinistra come se volessi dire “no”, in modo lento (altrimenti si potrebbero avvertire capogiri), facendo attenzione a non incurvare le spalle.
  •  Sempre lentamente, fletti la testa avanti e indietro come per dire sì, poi lateralmente verso la spalla destra e verso quella sinistra.
  • Con le mani poggiate sulle spalle, esegui delle rotazioni dei gomiti, prima in avanti e poi all’indietro, cercando di “aprire” bene le spalle.
  • In posizione seduta vicino alla scrivania, con i gomiti poggiati sul piano e il mento sulle mani, esegui delle flessioni della testa in avanti, facendo resistenza con le mani.
  • In posizione seduta con le mani incrociate dietro la nuca, estendi il capo all’indietro, opponendo resistenza con le mani.
  • Seduta, guardando davanti a te, porta indietro il mento, mantenendo la testa ben dritta.

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