Acido folico, indispensabile in gravidanza
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Acido folico, indispensabile in gravidanza

L’acido folico è fornito dalla dieta ed è una sostanza davvero indispensabile, durante l’attesa, per il corretto sviluppo del feto. Per questo ne viene consigliata, ancor prima del concepimento, una supplementazione giornaliera

Acido folico, indispensabile in gravidanza

L’acido folico è una sostanza davvero indispensabile, durante l’attesa, per il corretto sviluppo del feto. L’alimentazione, anche la più varia, non è però sufficiente per immagazzinarne una consistente provvista. Ecco perché, l’Istituto Superiore di Sanità, il ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno reso mutuabile, per tutte le donne in età fertile, la supplementazione, ovvero l’assunzione giornaliera di una pastiglia contenente 0,4 milligrammi di acido folico.

Chi programma una gravidanza, o comunque non ne esclude la possibilità, deve infatti garantirsi una cospicua scorta di questa particolare vitamina appartenente al gruppo B, fondamentale per produrre il DNA delle proprie cellule e di quelle del nascituro. Dovrebbe, cioè, assumerne regolarmente una dose doppia rispetto al normale fabbisogno quotidiano, in modo da assecondare – fin dai primi giorni dopo il concepimento – il corretto accrescimento e sviluppo dell’embrione e prevenire l’insorgenza di alcune serie malformazioni congenite.

Folinain quali cibi puoi trovarla

Un supplemento importante

L’acido folico non viene prodotto dal nostro organismo, ma fornito dalla dieta. Si trova nei vegetali a foglia verde e larga, come bietole, lattughe e spinaci, ma anche in agrumi, legumi, asparagi, carciofi, cavolini di Bruxelles, germe di grano e nocciole. L’assunzione di frutta e verdura dovrebbe garantire un adeguato apporto della vitamina. Di fatto, però, non consente di raggiungere i livelli raccomandati, e tanto meno quelli doppi, necessari per rispondere alle esigenze del nascituro. I vegetali conservati, infatti, possono perdere anche il 70 per cento del loro prezioso contenuto e la loro cottura abbassa ulteriormente la concentrazione di acido folico.
Inoltre, particolari associazioni di cibi interferiscono con l’assimilazione della sostanza. Il, ad esempio, la riduce in modo particolare. A questi svantaggi, si aggiunge il fatto che l’acido folico non è quasi mai presente nei cibi in questa forma: al suo posto si trovano i folati, composti assai meno assimilabili.

RicetteProva la zuppa di riso e spinaci

Da prendere se si programma un bebè

Questi inconvenienti, che compromettono la possibilità di assumere una corretta dose della vitamina, possono essere aggirati con la supplementazione che, nelle donne sane, deve essere pari a 0,4 mg di acido folico, mentre in chi soffre di diabete, epilessia o ha una storia familiare di malformazioni deve raggiungere i 4-5 milligrammi giornalieri.
L’assunzione delle pastiglie deve essere iniziata almeno un mese prima del concepimento, in modo da raccogliere scorte sufficienti, a cui il feto potrà attingere da subito per assecondare la rapida divisione delle sue cellule. Se la futura mamma comincia la supplementazione di acido folico soltanto quando si accorge di aspettare un bambino, proteggerà meno efficacemente il nascituro dall’insorgere di difetti genetici. Nel momento in cui sospetta di essere in attesa, infatti, sono già trascorsi almeno 40 giorni dal concepimento: le prime fasi di sviluppo dell’embrione si sono quindi avviate e la formazione del tubo neurale – all’origine del sistema nervoso del piccolo – si è ormai conclusa.

Perché continuare nel primo trimestre

La futura mamma deve continuare ad assumere acido folico per tutto il primo trimestre per assecondare lo sviluppo degli organi del feto, che avviene con tempi leggermente diversi. Dapprima, si formano il tubo neurale e il sistema nervoso e, quasi contemporaneamente, il cuore; poi, le ossa del palato, quindi gli organi genitali e, a seguire, tutti gli altri.
La supplementazione di acido folico protegge l’embrione in questo delicato periodo, riducendo del 30-40% il rischio che il bambino presenti difetti del tubo neurale, vada incontro a un’anencefalia (cioè, al mancato sviluppo della calotta cranica e, quindi, del cervello) o manifesti la spina bifida, vale a dire l’ernia del midollo spinale.
L’apporto della vitamina è prezioso anche per prevenire altre malattie congenite, come le malformazioni cardiache, la labiopalatoschisi, il ridotto o mancato sviluppo di alcuni arti (focomelia) o il ritardo di crescita intrauterina.

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