L’acido folico in gravidanza? Non è mai troppo
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Acido folico in gravidanza? Non è mai troppo

Quando assumerlo, in che quantità e per quanto tempo: l'acido folico in gravidanza, aiuta a prevenire importanti malformazioni del feto. E nuovi studi dicono che è meglio abbondare che stare indietro nel dosaggio

Acido folico in gravidanza? Non è mai troppo

È una sostanza indispensabile per la nostra salute, soprattutto in gravidanza. La dose giornaliera di acido folico raccomandata per una persona adulta è di 200 microgrammi (cioè 0,2 milligrammi), ma durante l’attesa, e in particolare nel primo trimestre, la quantità raddoppia, salendo a 400 microgrammi (0,4 milligrammi): è poco ma aiuta molto ad allontanare i rischi di malformazioni del bambino. E se ci poteva essere qualche dubbio rispetto alla soglia massima, gli studi più recenti sono tranquillizzanti: anche se si superano le dosi consigliate non ci sono rischi per la salute. L’acido folico in gravidanza non deve mai scarseggiare.

La funzione fondamentale dell’acido folico in gravidanza

La grande utilità dell’acido folico in gravidanza, si vede, per esempio, nello stimolo alla formazione dell’emoglobina, che regola il trasporto dell’ossigeno all’interno dell’organismo. Perciò, un’importante carenza di acido folico può provocare anemia.
A differenza di altre vitamine, l’acido folico non è prodotto dal nostro organismo: occorre dunque assumerlo, principalmente attraverso il cibo. In una forma chiamata folato, l’acido folico è presente in vari alimenti, soprattutto nelle verdure a foglia larga come lattuga e asparagi (vedi riquadro): il nome “folico” deriva appunto dal latino folium (foglia). 
Normalmente, il nostro fabbisogno giornaliero viene soddisfatto dall’alimentazione: una dieta equilibrata assicura un apporto sufficiente.

Sei un po' anemica?risolvi così

L’acido folico protegge contro la spina bifida

Durante l’attesa, il consumo di acido folico diventa particolarmente importante e questo per due motivi: da un lato il fabbisogno raddoppia, perché il feto ne assorbe buona parte; dall’altro un apporto insufficiente potrebbe causare malformazioni nel bambino. Se in altri momenti della vita una carenza di acido folico può anche passare inosservata, in gravidanza è dunque fondamentale prestarvi attenzione.
È ampiamente dimostrato che un apporto consistente di acido folico riduce notevolmente il rischio di malformazioni al sistema nervoso centrale del feto, come il cervello e il tubo neurale.  Il suo consumo regolare diminuisce del 70% il rischio di patologie come la spina bifida, a causa della quale un bambino, per il resto perfettamente sano, nasce paralizzato.
La malformazione della spina bifida fortunatamente non è diffusissima: in Italia colpisce ogni anno 250 neonati. Non sono molti, ma neanche così pochi da trascurare le precauzioni. La patologia è molto più diffusa nei Paesi meno sviluppati, soprattutto India, Cina, Pakistan, Bangladesh e Nigeria. Per questo molti governi hanno avviato programmi che impongono alle industrie alimentari di aumentare la concentrazione di acido folico nei cibi. Altri Paesi, invece, studiano campagne di informazione per sensibilizzare la maggior parte possibile della popolazione su questo argomento. Un’altra conseguenza della carenza di acido folico, più rara ma più grave, può essere l’anencefalia, cioè il mancato sviluppo del cervello nel feto.

Spina bifidache cos'è

L’importanza degli integratori

Per soddisfare il fabbisogno raddoppiato, cambiare la dieta non basta, sia perché il regime alimentare diventerebbe piuttosto laborioso da rispettare, sia perché sarebbe difficile avere la certezza di mantenere la quota giornaliera di 0,4 milligrammi in modo costante.
Del resto, l’alternativa è semplicissima: quello che si consiglia è di assumere compresse di acido folico, che integrano l’apporto alimentare. Si trovano facilmente in farmacia, e possono essere acquistate anche senza presentazione di una ricetta medica. È importante prestare attenzione alle quantità indicate sulla confezione, bisogna accertarsi di arrivare alla soglia di 0,4 milligrammi al giorno.

Quando assumere acido folico?

La formazione del sistema nervoso centrale del nascituro inizia molto presto, durante le prime fasi della gestazione, e dura all’incirca fino alla 20esima settimana di gravidanza: è quindi in questo periodo che si consiglia fortemente alle donne di ricorrere agli integratori. Anzi: per sicurezza, visto che spesso il momento del concepimento si ricostruisce solo a posteriori, sarebbe meglio cominciare ad assumere le compresse nel momento in cui si decide di avere un bambino, anche se la gestazione non è ancora iniziata. Così si ha la garanzia che l’apporto necessario sarà garantito fin dalle prime fasi. In ogni caso, per esempio se una gravidanza è imprevista, è importante l’assunzione delle compresse almeno da quando il primo test di gravidanza dà esito positivo.
Dopo il terzo/quarto mese, quando ormai il tubo neurale è formato, assumere acido folico in gravidanza non ha più la funzione fondamentale che aveva nelle prime settimane. In ogni caso si può anche continuare: male non fa.

Quando assumere l'acido folico in gravidanzascopri

Acido folico in gravidanza: meglio abbondare

Il discorso diventa più delicato quando una donna soffre di determinate patologie: per esempio il diabete, l’epilessia o altre condizioni che il ginecologo curante può individuare. In questi casi l’apporto di acido folico raccomandato è fino a 10 volte maggiore: 4 milligrammi anziché 0,4. Lo stesso discorso vale per le mamme che hanno il precedente di figli nati con patologie del sistema nervoso centrale: per loro il rischio che il fenomeno si ripeta è maggiore. In tutti questi casi basta assumere più compresse al giorno, in modo da totalizzare 4 milligrammi.
È qui che intervengono i nuovi studi: secondo alcune voci, un’assunzione troppo elevata di acido folico in gravidanza potrebbe creare qualche problema per la salute futura della mamma, aumentando il rischio di ammalarsi di determinati tipi di tumore. Ma una nuova ricerca tedesca, condotta da Wolfgang Herrmann e Rima Obeid della clinica universitaria della Saarland, dimostra che sono timori infondati. Un legame fra l’aumento del consumo di acido folico e lo sviluppo di tumori non è mai stato provato e appare estremamente improbabile, concludono gli scienziati tedeschi. La quantità in eccesso, infatti, viene eliminata dall’organismo, non esisterebbero fenomeni di accumulazione.

Acido folicoperché è così importante

Per quanto riguarda la salute del bambino non ci sono poi dubbi: tutti gli studi hanno escluso eventuali danni causati da un eccesso di acido folico. Insomma: in medicina non esistono panacee, ma attenersi alle indicazioni sul consumo di acido folico in gravidanza non costa niente. E può fare molto bene al bambino.

In quali cibi trovare l’acido folico

Alimento

Contenuto di folato, in microgrammi (millesimi di milligrammo) per ogni etto dell’alimento

Arance 42
Mandarini 38
Clementini 33
Kiwi 28
Pompelmo 27
Fragole 24
Melone 21
Banane 20
Asparagi (cotti) 149
Bieta (cotta) 95
Rape rosse (cotte) 103
Indivia (cotta) 95
Broccoli (cotti) 86
Spinaci (cotti) 76
Carciofi (cotti) 74
Cavolfiore (cotto) 41
Patate 26
Lattuga 136
Rucola 90
Finocchi 62
Uova 50
Tacchino 28
Vitello 23
Petto di pollo 22

Fonte: Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran)

N.B. Le quantità in grammi delle porzioni si riferiscono agli alimenti pesati a crudo

Tieniti sempre aggiornata con la nostra newsletter!

Ricevi la newsletter sulla gravidanzaiscriviti

Commenti