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03 settembre 2018

Sette proposte per sopportare l’acidità e la digestione difficile

Sette proposte per sopportare l’acidità e la digestione difficile

Nei primi tre mesi di gravidanza il cambiamento ormonale, oltre alla nausea, può anche provocare acidità costante e problemi di alito pesante. Lo sanno le donne che entrano in questa fase delicata della loro vita e si trovano a combattere con fastidi pratici, mentre vorrebbero solo vivere l’emozione dell’attesa. “Molto spesso l’acidità risulta forte perché gli ormoni che fanno crescere la placenta provocano un rilassamento della muscolatura liscia e questo interessa anche l’esofago che rimane più aperto con l’insorgere di questa costante sensazione di acidità” spiega Claudia Gravaghi, alimentarista che lavora tra Milano e Londra. “Man mano che si procede nella gravidanza, poi, l’aumento delle dimensioni della pancia spinge contro lo stomaco e questo non migliora di sicuro la situazione” insiste.

Un problema che riguarda molte donne

Se poi le donne già soffrono di riflusso gastrico o di gastrite, questi malesseri possono peggiorare anche per via di uno sbilanciamento tra batteri buoni e batteri cattivi, che provoca un’irritazione della membrana dello stomaco. Certo non per tutte le donne funziona allo stesso modo. Qualcuna riesce a sopportare meglio il fastidio, altre si trovano davvero in difficoltà e questo rischia di influire su un periodo speciale come la gravidanza. Per tentare di arginare il fenomeno e soprattutto il disagio ci sono alcuni piccoli trucchi che si possono provare. “Ad esempio conviene assumere pasti molto piccoli, spezzettando il ritmo dell’assunzione di cibo in modo da non lasciare mai lo stomaco troppo vuoto – spiega Claudia Gravaghi. In pratica l’acidità dipende dal reflusso che risale dallo stomaco, ma se nello stomaco c’è sempre qualcosa su cui concentrarsi, la risalita degli acidi non si presenta o incide meno sul benessere della donna”. Secondo lei si possono mangiare mandorle, frutta secca, anche dei crackers di segale. “I crackers vanno benissimo – insiste – perché fanno da spugna, quindi assorbono questi liquidi. L’importante è che non siano grassi ma contengano semi o farina di segale, in modo da evitare l’aumento di peso”. Come spuntino, a volte, la frutta  non è indicata perché può creare del gonfiore, visto che fermeta.

Reflusso in gravidanzaCause e rimedi!

Costruire una dieta su misura

L’altra buona norma è quella di evitare i cibi che provocano acidità. “In generale conviene non consumare pomodori, melanzane, la pasta al pomodoro, il cioccolato o il caffè che sono acidi – insiste l’alimentarista. Anche peperoni, aglio e cipolla vanno ridotti, come i succhi di frutta confezionati, che sono molto dolci e possono aggravare l’acidità. Pure i fritti e i cibi che richiedono una digestione lunga non sono un toccasana in queste circostanze”. Un trucco utile è quello di non mangiare e poi sdraiarsi, perché questo impedisce la digestione e aumenta il reflusso esofageo.

Se i problemi non si attenuano

Qualora i sintomi persistano, si può tentare di ridurli usando aceto di mele nei condimenti e bere un po’ di acqua e bicarbonato per cercare di eliminare gli effetti dell’acidità.  “Anche fare attività sportiva come lo yoga o il pilates aiuta a migliorare la respirazione e finisce per avere un influsso positivo in termini di digestione” conclude l’esperta. Nel caso in cui, però, l’acidità persista 24 ore su 24, con nausea e digestione difficile, conviene intervenire con farmaci che permettano di agevolare il transito del cibo. Concordati con il medico o il ginecologo, non influiscono sul feto, ma consentono di stare meglio e vivere serenamente i mesi meravigliosi che conducono al parto.

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