Abbronzatura in gravidanza: 13 errori da non fare | Dolce Attesa
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Abbronzatura in gravidanza: 13 errori da non fare

Piccola guida per prendere il meglio dal sole e non correre il rischio di scottature e cloasma gravidico      

Abbronzatura in gravidanza: 13 errori da non fare

“Sei incinta? Attenta al sole!”. Chissà quante volte l’avrai sentito dire. Eppure nei 9 mesi il sole non è più dannoso rispetto a tutti gli altri momenti della vita. Quindi perché osservare precauzioni particolari per conquistare una bella abbronzatura in gravidanza? Di certo non per il timore che i raggi UV possano nuocere al bambino, che è ben protetto all’interno del pancione, bensì perché durante i nove mesi la maggiore quantità di estrogeni in circolo ha un’azione fotosensibilizzante, che può favorire la formazione di macchie, meglio conosciute come cloasma gravidico. Si tratta di un inestetismo, non una patologia, ma è piuttosto fastidioso perché difficile da eliminare. È anche vero che non tutte le donne incinte sono predestinate al cloasma e che la pelle può macchiarsi anche se non si è in dolce attesa, perché i meccanismi dell’iperpigmentazione cutanea non sono ancora del tutto noti. Tuttavia, visto che è accertato che gli ormoni della gravidanza hanno un’azione favorente, è bene adottare tutte le strategie per regalarsi una bella tintarella e prendere solo il meglio del sole. Ecco quali sono i comportamenti da evitare.

1. Per viso e corpo basta un solo prodotto

Usare un unico solare non è la scelta ideale, per due motivi: se sul corpo si può applicare una crema con fattore protettivo più basso man mano che la pelle si abbronza, sul viso la protezione dovrà mantenersi sempre medio/ alta per scongiurare il rischio di macchie. Le creme per il viso, inoltre, sono più “ricche”, poiché contengono principi attivi idratanti e antiossidanti che, oltre a prevenire macchie e scottature, proteggono dall’aggressione dei radicali liberi responsabili della formazione di rughe, mentre le texture per il corpo sono in genere più leggere e di facile assorbimento. L’optimum sarebbe applicare anche uno stick specifico per occhi e labbra, formulato con ingredienti che non provocano lacrimazione.

2. Ho la pelle scura: posso stare al sole tutto il tempo che voglio

È vero che l’epidermide scura è più ricca di melanina, il pigmento che regala l’abbronzatura e funge da barriera cutanea naturale, e per questo più protetta da scottature ed eritemi, ma durante i nove mesi anche chi ha per natura un colorito dorato dovrà prestare particolare attenzione al sole. Per ragioni ormonali, durante l’attesa si verifica una marcata stimolazione delle cellule melanocitarie, che predispongono alla comparsa di un inestetismo noto come cloasma gravidico, caratterizzato dalla formazione di macchie soprattutto in alcune zone del viso, ovvero su guance, fronte e sopra il labbro. Le donne più a rischio sono proprio quelle con fototipo scuro, che geneticamente producono una maggiore quantità di melanina. Se a questa predisposizione si aggiunge l’esposizione ai raggi ultravioletti, che sollecita ulteriormente i melanociti, si comprende bene che della protezione solare non si può fare a meno, neanche se si ha una carnagione tipicamente mediterranea.

Cloasma gravidicoCosa fare

3. Vado in spiaggia solo al mattino presto o nel tardo pomeriggio: non ho bisogno di applicare il solare

Non è necessario ripararsi soltanto dai raggi UVB, che effettivamente sono più aggressivi nelle ore centrali della giornata, in particolare tra le 10-11 e le 15-16, quando è più facile scottarsi, ma anche dagli UVA, che sono presenti in tutte le ore del giorno, sia in estate sia in inverno. Ecco perché, anche se vai al mare all’alba o al tramonto, è sempre raccomandabile adoperare una crema solare che contenga filtri UVA e UVB. Per una protezione ottimale, applica il cosmetico ancor prima di uscire di casa, in modo da schermare efficacemente la pelle anche durante il tragitto verso la spiaggia.

4. Mi depilo e poi… subito in spiaggia!

Qualunque metodo si scelga per eliminare i peli, la depilazione indebolisce la barriera cutanea superficiale, che ha bisogno di almeno 6-8 ore per ricostituirsi. Per questo dedicati a questa operazione di sera, in modo da lasciar trascorrere tutta la notte prima di esporti di nuovo al sole. E subito dopo la depilazione, spalma sulla pelle una dose generosa di crema idratante priva di alcol e di profumazioni, che potrebbero irritare la cute.

Depilazione in gravidanzaQuale metodo scegliere?

5. Se resto sotto l’ombrellone, posso rimanere in spiaggia tutto il giorno

Stare in spiaggia non vuol dire esporsi solamente al sole, ma anche al calore e questo, soprattutto nelle ore centrali della giornata e nelle spiagge più affollate, viene avvertito anche stando sotto l’ombrellone.
Il caldo afoso può provocare cali della pressione arteriosa, che in gravidanza tende già a essere più bassa. Inoltre determina vasodilatazione, che aumenta il rischio di rottura dei capillari, di per sé più fragili durante l’attesa. Infine, anche attraverso il tessuto dell’ombrellone una parte dei raggi UV passa ugualmente, senza considerare il riverbero della sabbia. Per questo, alterna i momenti in cui stai comodamente sdraiata sotto l’ombrellone, sempre protetta dalla crema solare, a passeggiate sul bagnasciuga o bagni in mare, che rinfrescano, riattivano la circolazione e fanno sentire le gambe più leggere. E nelle ore in cui il sole è a picco, torna a casa o spostati in zone più fresche.

6. Una spruzzatina di profumo non guasta mai

La maggior parte dei profumi è fotosensibilizzante, cioè contiene sostanze che possono interagire col sole provocando irritazioni o comparsa di macchie. Le uniche fragranze ammesse sono le acque profumate, ma solo se in etichetta è specificato che sono compatibili con gli UV. Per non rischiare, però, consiglierei di adoperarle solo a fine giornata. E con i deodoranti come bisogna regolarsi? Vengono applicati solo sotto le ascelle, quindi in una zona quasi sempre ‘nascosta’ dal sole, tuttavia è meglio optare per un prodotto privo di profumazione e indicato per pelli sensibili.

7. Se il solare è water-resistant, non occorre riapplicarlo subito dopo il bagno

Il fatto che un cosmetico sia resistente all’acqua vuol dire che a contatto con l’acqua si scioglie meno facilmente, ma in ogni caso, trascorse 2-3 ore, una buona parte del potere protettivo viene perso, specialmente se il bagno è stato lungo o se hai sudato molto.
Per questo, dopo aver fatto il bagno o se ti senti molto accaldata, risciacquati sotto la doccia, tamponati con l’asciugamano, dopodiché riapplica la crema.

8. Il segreto per non scottarsi? Rimanere in acqua!

Fare il bagno regala un piacevole effetto rinfrescante che non fa avvertire il calore, tuttavia attraverso l’acqua il sole passa ugualmente. Inoltre la superficie del mare riflette i raggi, che quindi ci colpiscono anche nelle zone che restano fuori dall’acqua. Ecco che allora se ci abbandoniamo a lunghe nuotate o piacevoli chiacchierate in mare, a fine giornata rischiamo di ritrovarci con una bella scottatura! Il rimedio? Applicare sempre la crema protettiva water-resistant ed evitare bagni troppo prolungati.
Per una protezione completa, il solare dovrebbe contenere anche filtri per gli infrarossi molto caldo. E se ci piace passeggiare a lungo sul bagnasciuga, meglio indossare un bel cappello a falda larga.

9. Ci sono le nuvole? Posso fare a meno della protezione!

Le nuvole filtrano solo una piccola parte dei raggi solari. Questo significa che, anche se il cielo è coperto, gli UVB esercitano ugualmente la loro azione dannosa nelle ore centrali della giornata e gli UVA possono ugualmente produrre i loro effetti nocivi per tutto l’arco del giorno, malgrado non si avverta il calore. Anche quando è nuvoloso, insomma, della crema protettiva non si può fare a meno.

10. Se uso l’autoabbronzante, la pelle è già schermata

Le creme autoabbronzanti regalano una finta abbronzatura, che non è data da una reale produzione di melanina, ma da una pigmentazione superficiale della cute, che va quindi considerata indifesa esattamente come una pelle non abbronzata.
E se si vuole usare l’autoabbronzante durante l’esposizione al sole? In tal caso bisogna scegliere un prodotto che contenga anche filtri UV con protezioni elevate, ma occorre tenere in borsa pure la crema solare (o lo stesso autoabbronzante), da riapplicare dopo le fatidiche 2-3 ore.

11. Capelli sani? Basta sciacquarli dopo il bagno

Sciacquare i capelli con acqua dolce subito dopo il bagno in mare o in piscina è senz’altro un’ottima abitudine, ma non basta a prevenire i danni indotti da UV, salsedine o cloro. Prima ancora di esporre la chioma al sole o di entrare in acqua, è buona regola applicare su tutta la lunghezza un solare specifico per capelli, che avvolge il fusto come una guaina ed evita la disifratazione. Quando torni a casa, poi, meglio lavarli con un olio shampo o uno shampo balsamo.

Capelli in estateCurali così

12. Una volta presa la tintarella, il solare non serve

Una pelle abbronzata è di certo più resistente a scottature ed eritemi, ma tieni presente che l’abbronzatura non protegge dai danni del fotoinvecchiamento e dal rischio delle macchie. La crema solare è bene che venga applicata fino al termine della vacanza, anche per mantenere la pelle sempre idratata.

13. Solare dello scorso anno, perché no?

Una volta aperti, i solari possono perdere in tutto o in parte la loro efficacia, specie se consideriamo che vengono lasciati aperti al caldo e sotto il sole. Insomma, proprio ora che aspetti un bebé, non vale la pena di rischiare!

Martina Pizzimenti

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