Anche in gravidanza, a spasso col tuo cane
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A spasso col tuo cane, anche in gravidanza

Numerosi studi evidenziano come le future mamme che posseggono un cane, rimangono più in forma anche in gravidanza. Ecco le regole per far fruttare il "giretto" con Fido

A spasso col tuo cane, anche in gravidanza

Numerosi studi evidenziano come le future mamme che praticano un’attività di tipo aerobico quale è il camminare vanno incontro a minori disturbi fisici nel corso dei nove mesi. A questi studi se ne aggiunge fresco fresco uno specifico sulle donne incinte che posseggono un cane, condotto dall’Università di Liverpool, secondo il quale coloro che portano a spasso l’animale hanno maggiori probabilità di praticare attività fisica, che aiuta a tenere il peso sotto controllo e a sentirsi più in forma, anche con il pancione. Naturalmente perché si possa parlare di allenamento non basta fare il giro dell’isolato o camminare lentamente fermandosi a ogni aiuola con il nostro amico a quattro zampe, ma occorre seguire regole ben precise. Ecco allora come trasformare la passeggiata con Fido in un allenamento a regola d’arte!

Difendi fido dal caldocon 10 semplici regole

I benefici? Sono tanti!

  • Non costa nulla. Camminare è la forma di movimento più comune ed economica, non richiede alcun attrezzo particolare se non le tue gambe e un buon paio di scarpe, si può fare ovunque, non si richiede di imparare tecniche particolari. È inoltre un’attività a basso impatto e non traumatica, a differenza della corsa, che sollecita articolazioni, gambe e colonna e che in gravidanza è da evitare poiché i salti potrebbero provocare contrazioni.
  • Gambe leggere come una piuma. Camminare attiva la circolazione periferica, poiché la contrazione ritmica dei muscoli dei piedi e delle gambe aiuta a spingere i liquidi dal basso verso l’alto, alleviando la sensazione di pesantezza e gonfiore tipica soprattutto degli ultimi mesi di attesa.
  • Fiato corto? No, grazie! In gravidanza cuore e polmoni sono sottoposti a maggior fatica perché l’organismo materno deve trasportare ossigeno e nutrimento per sé e per il bambino: un’attività aerobica come la camminata allena l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, quindi aiuta a sostenere meglio questo superlavoro e a non andare in affanno al minimo sforzo.
  • Peso sotto controllo. Praticare con costanza un’attività fisica è utile per smaltire le calorie in eccesso ed evitare di aumentare più del dovuto, consentendo anche dopo il parto di ritornare più in fretta al peso forma. Non solo: un’attività motoria di tipo blando come la camminata è perfetta anche per prevenire o trattare patologie come il diabete, perché contribuisce a tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.
  • Tanto benessere. Da un punto di vista psicologico, muoversi attiva il rilascio di sostanze come le endorfine, che procurano una sensazione di benessere. Meglio evitare strade trafficate o rumorose, preferendo la quiete di un parco o un lungomare, dove la vista è piacevole e l’aria più pura.
Nei nove mesiquanto devi aumentare?

Il giusto allenamento

  • Comincia a camminare con un’andatura tranquilla, aumentando gradualmente il passo, così da dare il tempo all’organismo di mettersi in moto e adattarsi al nuovo lavoro. L’andatura giusta è quella che non fa sentire in affanno o avvertire dolore alla milza:
  • Verifica di avere i piedi paralleli e non ruotati verso l’esterno, concentrandoti sulla sensazione che percepisci, in modo da non doverli controllare continuamente: la posizione è giusta se avverti l’appoggio di tutta la pianta a terra. È un accorgimento fondamentale per non avere dolori a gambe o schiena.
  • Ricordati di tenere la schiena dritta, come se avessi il classico libro sopra la testa: agli inizi ti sembrerà forzato, abituate come siamo a stare sempre un po’ incurvate, ma a poco a poco ti verrà naturale.
  • Mentre cammini, lascia le braccia libere di oscillare, in modo da accompagnare in sincronia il movimento delle gambe, e controlla di avere le spalle e le braccia rilassate.
Camminare in gravidanzaincomincia così!

Prima cominci, meglio è

A meno che non sussistano controindicazioni specifiche, come minacce d’aborto o un mal di schiena pregresso, meglio cominciare ad allenarsi sin dai primi tempi di attesa, quando il corpo non ha ancora subìto le trasformazioni della gravidanza. Con l’andare dei mesi infatti piedi, caviglie e gambe tendono ad adattare il loro equilibrio alla crescita del pancione e sono portati a spostare il loro assetto per far spazio alla pancia: viene spontaneo, ad esempio, ruotare le punte dei piedi verso l’esterno e questo incrementa la tensione su determinate fasce delle gambe e altera l’inclinazione della colonna, favorendo dolori muscolari.

Anche la postura viene modificata dal peso della pancia, che tende ad accentuare la lordosi lombare, facilitando il mal di schiena. Se invece si intraprende l’allenamento agli inizi della gravidanza, ci si può concentrare meglio sulla posizione di busto, gambe e piedi, in modo da preparare una sorta di ‘terreno fertile,’ che consentirà di mantenere la postura corretta anche quando il corpo si modificherà. Infine, si incomincia ad allenare il sistema cardiocircolatorio prima ancora che l’aumento di peso lo affatichi ancor di più.

Controlla le pulsazioni

Perché la passeggiata possa considerarsi un allenamento vero e proprio, è importante che si raggiunga la cosiddetta fascia aerobica, che è la fase di lavoro che il corpo può svolgere per un tempo prolungato senza affaticarsi, attingendo ossigeno, zuccheri e grassi di riserva per produrre energia. E’ il lavoro che permette di “bruciare” non gli zuccheri appena assimilati e che sono ancora in circolo, ma di andare ad intaccare i depositi, proprio quelli che si vanno ad accumulare negli odiati cuscinetti adiposi.

Nella prima fase dell’allenamento, le pulsazioni tendono naturalmente a salire, poi a poco a poco cominciano a scendere, fino ad assestarsi tra una soglia minima, che indica  il numero di pulsazioni minimo che occorre per fare un lavoro, e una soglia massima, oltre la quale si fa un lavoro di tipo anaerobico che è tipico di alcune prestazioni sportive e che in gravidanza non solo è inutile, ma potrebbe affaticare eccessivamente il cuore. Per conoscere la soglia minima e massima basta un semplice calcolo matematico che tiene conto dell’età, ma in gravidanza è bene consultarsi sempre col medico, che indicherà il numero di pulsazioni da non superare dopo aver valutato, oltre all’età, le condizioni generali di salute, la pressione sanguigna, le pulsazioni a riposo.
Fatti i dovuti calcoli, non resta che indossare un cardiofrequenzimetro ed accertarsi di mantenersi sempre nella fascia giusta.

E per finire… stretching!

Al termine della passeggiata, dedicati a qualche breve esercizio di stretching, che scarica la colonna e rilassa i muscoli delle gambe, prevenendo indolenzimenti e crampi.

  1. In piedi, con le mani appoggiate a una ringhiera, le braccia tese e la testa allineata alla colonna, porta una gamba tesa indietro e l’altra piegata in avanti: fai degli affondi in modo da sentire tirare il polpaccio della gamba che sta dietro. Resta nella posizione almeno 30 secondi, poi cambia gamba.
  2. In piedi, con una mano appoggiata a un palo o ad un muro, il busto e la testa eretti, fletti una gamba verso il gluteo ed afferrala con una mano, fino a sentire tirare la parte anteriore della gamba. Resta così per almeno 30 secondi poi cambia lato.
  3.  Seduta su una panca (se abbastanza larga) o sull’erba, porta le piante dei piedi a contatto e, con le mani appoggiate sui piedi, piega il busto in avanti, cercando di avvicinare le ginocchia verso terra (fino al punto consentito al pancione). Resta in posizione per circa un minuto, senza molleggiare.
  4. Seduta sul bordo di una panchina, stendi una gamba, mettendo il piede a martello, mentre l’altra gamba resta piegata normalmente, a consentire l’appoggio delle mani. Fletti il busto in avanti, fino a sentire tirare la parte posteriore della gamba tesa. Resta così almeno 30 secondi e poi ripeti con l’altra gamba.
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Le precauzioni igieniche col cane

A differenza del gatto, il cane non è portatore del toxoplasma quindi non può trasmettere la toxoplasmosi. È vero che, andando a spasso, entra in contatto con altri animali e potrebbe contrarre infezioni, ma per prevenire problemi basta sottoporlo ai comuni controlli presso il veterinario, fare le vaccinazioni di routine e far effettuare periodicamente la sverminazione, che consente di eliminare eventuali parassiti intestinali. Obbligatorio anche effettuare i trattamenti contro zecche e pulci, che però durante la gravidanza è opportuno far applicare al partner, trattandosi di sostanze ad azione tossica. Per il resto, nulla vieta di coccolare il cane come si è sempre fatto e neanche di raccogliere i suoi bisognini per strada, basta lavarsi accuratamente le mani. Infine, se il cane vive in casa, per una precauzione in più, al ritorno dalle passeggiate si possono pulire le zampe con un normale disinfettante.

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