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01 maggio 2015

Ansie

Ansie

Sono alla 30ª settimana e ho molta paura per il parto. Paura di non farcela, di avere tanto male. La vedo una cosa molto dolorosa e mi spaventa. Ogni persona mi dice il suo vissuto. Come posso cercare di viverla meglio questa attesa? Elisa

Capisco la tua paura, Elisa, come non averne per un evento nuovo, impegnativo, così importante ma tanto sconosciuto fino a quando non si è in gravidanza?

Hai ancora tempo per non farti sommergere dai dubbi e dalle storie fantasmagoriche delle altre donne!

Il parto esiste da quando esiste il mondo e anche tu, come donna, sei in grado di poter mettere al mondo. Così come sei rimasta incinta, affronterai il travaglio e nonostante tutti i dubbi sarai perfettamente capace di farcela, di affrontare le contrazioni e partorire. Sì, certo, le contrazioni sono dolorose ma se affrontate con consapevolezza e qualche esercizio di respirazione potrai viverle anche senza farmaci, ricorrendo a diverse modalità per affrontarle dalle posizioni al massaggio ai bagni di acqua calda.

Verifico periodicamente che ancora un numero troppo elevato di future mamma non frequenta un gruppo di accompagnamento alla nascita condotto da un’ostetrica. Ti suggerisco di fare un sondaggio per sapere quale potrebbe essere il luogo più adatto a te, in consultorio, in ospedale o privatamente. Chiedi, poi, un incontro con l’ostetrica per capire come il corso si svolgerà, cosa ti offre e fino a quando. Una volta a settimana, così, avrai l’opportunità di confrontarti con altre mamme, di ottenere informazioni, di socializzare, di saperne di più sulla tua gravidanza, sul travaglio, il parto e il dopo parto. E’ un luogo adatto dove poter fare domande e sciogliere i dubbi di volta in volta: non è come leggere un libro o ascoltare le storie di altre donne. Se si riportano strani racconti, come spesso avviene, l’ostetrica commenterà con tutto il gruppo le distorsioni dei ricordi delle donne rispetto al loro parto e permetterà di tranquillizzarsi e poter vivere piacevolmente la prima gravidanza! Sento purtroppo con le mie orecchie, ancora oggi, storie che non esistono, racconti terroristici, quasi mai si racconta però che, dopo aver vissuto una giornata di travaglio, pur se impegnativo, appena il bebè nasce ci si ritrova in una dimensione di grande piacere, soddisfazione, fierezza, felicità!

Ti suggerisco di bloccare ogni persona che voglia raccontarti la sua esperienza dicendo loro che ogni persona vive in modi diversi gli eventi e non vuoi condizionarti con le storie altrui!

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