apri modal-popupadv apri modal-popupadv

08 giugno 2015

Maternità a rischio

Maternità a rischio

Sono una ricercatrice biomedica con contratto a progetto. Avendo mansioni a rischio chimico/biologico, per permettermi di continuare a lavorare mi sono state cambiate le mansioni che ora prevedono solo videoterminale. Al mio rientro dopo la maternità obbligatoria questo cambio mansioni non sarà più possibile quindi mi è stato detto che posso chiedere un prolungamento di tre mesi all’80% per il periodo dell’allattamento e quindi rientrare al lavoro con le mie normali mansioni per i mesi mancanti al mio contratto. Me lo può confermare?

La lavoratrice assunta con contratto a progetto non gode delle stesse tutele della lavoratrice dipendente, difatti:

premesso che il progetto deve essere ben definito, quindi le sue mansioni devono coincidere con quelle attività volte alla sua realizzazione. Quindi mi auguro che le mansioni che attualmente sta esercitando siano necessarie per la realizzazione del progetto per cui Lei è stata assunta; in secondo luogo il contratto a progetto, in caso di maternità della lavoratrice, subisce una sospensione per 180 giorni e, quindi, il contratto per ugual periodo viene prorogato. Durante tale periodo lei percepirà un’indennità di maternità pari all’80% del compenso complessivamente ricevuto nei 365 giorni precedenti la maternità e solo se sono stati versati contributi per tre mesi nell’anno precedente.

Terminato il periodo di astensione obbligatoria, il suo contratto, che è stato sospeso, riprenderà a produrre effetti e quindi subirà la suddetta proroga di 180 giorni.

Alla lavoratrice a progetto non è purtroppo riconosciuto, a differenza della lavoratrice subordinata, il periodo di congedo facoltativo, i permessi di malattia per il bambino.

Commenti